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Vanlife e viaggi: vivere e viaggiare in van.. il nostro stile di vita

Sardegna in van: non sempre tutto va come previsto!

Quanto è vero che nella vita tutto può succedere e i programmi possono variare in qualsiasi momento. Ma riprendiamo da dove eravamo rimasti; lasciata la bellissima caletta di Coscia di Donna a Stintino, abbiamo proseguito lungo la costa nord in direzione Porto Torres. E siccome si era fatta ora di pranzo ci siamo parcheggiati davanti al porto. Un pasto veloce consumato davanti alle grandi navi ormeggiate che ci facevano fantasticare sulle prossime mete, mentre cercavamo una lavanderia self service per fare il bucato e un posto per passare la notte. Grazie alle mappe siamo riusciti a trovare quello che cercavamo.

Porto di Porto Torres

Andiamo in lavanderia una volta a settimana e in circa un’ora e mezza riusciamo a lavare, asciugare e sistemare i panni. Nel mentre che la lavatrice e l’asciugatrice fanno il loro lavoro, noi ci portiamo avanti con l’editing dei video o la stesura degli articoli del blog.

Lo spot scelto per la notte si trovava a Tonnara, una frazione del comune di Sorso (SS) e abbiamo parcheggiato proprio su una spiaggia davanti a case abbandonate. Ormai era quasi buio e quello era l’unico posto in riva al mare che avevamo trovato ma il panorama non era per niente deludente. La spiaggia purtroppo non era pulita e dietro di noi c’erano edifici disabitati e quindi trascurati. Il tramonto lo avevamo perso perché arrivati sul posto quando ormai il sole era sceso, ma i colori del cielo erano comunque bellissimi: di un intenso rosso fuoco che ti fanno emozionare.

Tramonto a Tonnara

L’indomani ci siamo messi in viaggio e strada facendo, dietro una curva, spunta un borgo che si affacciava sul mare adagiato su un promontorio e incuriositi ci siamo fermati. Scoperto che si trattava di Castelsardo e che meritava di essere visto in quanto borgo medievale, abbiamo cercato un posto per la notte programmando una visita in paese per il giorno dopo.

Castelsardo vista dal parcheggio

Lo spot che abbiamo trovato a strapiombo sul mare, era da urlo: panorama mozzafiato e la visuale di tutta Castelsardo dietro la quale il sole è tramontato colorando il cielo di rosa ed arancio. Eravamo stupefatti da cotanta bellezza! Le albe ed i tramonti possono sembrare tutti uguali ma non lo sono; regalano ogni giorno sfumature diverse a seconda dei luoghi in cui ci si trova e anche le sensazioni che si provano sono varie perché la giornate che si prospettano o che sono appena trascorse sono diverse tra loro e le nostre menti percepiscono emozioni differenti ogni volta.

I nostri piani per il giorno successivo, però, non sono andati come previsto. La mattina seguente mi sono alzata con un forte mal di collo e una delle mie solite reazioni allergiche (per la quale sto facendo degli esami) e decido, dopo colazione, stupidamente, di prendere un antinfiammatorio/ antidolorifico (Oki). Dopo alcuni minuti mi si sono gonfiati il viso, gli occhi e la parte dietro il collo. Era la seconda volta che mi capitava una reazione allergica cosi acuta, ma la prima volta ( ed ero andata in pronto soccorso a Rimini) non erano riusciti a capire che era stato l’Oki a scatenarla. Per farla breve abbiamo chiamato il 118 e hanno subito mandato un’ambulanza che mi ha portato all’ospedale di Sassari a sirena spianata. Trentacinque chilometri di curve a tutta velocità. Appena arrivati mi hanno immediatamente iniettato cortisone ed antistaminico e fatte tutte le visite del caso. Dopo anche due flebo idratanti mi hanno dimesso nel primo pomeriggio con una terapia e delle raccomandazioni. Max mi ha dovuto aspettare fuori naturalmente.

Io al pronto soccorso

E cosi siamo ritornati a Castelsardo, ripercorrendo a ritroso il percorso che ha fatto l’ambulanza, rimandando il nostro sopralluogo all’indomani. Nottata pacifica, ‘disturbata’ solo dal canto delle onde del mare che si infrangevano sugli scogli sotto di noi. Dal punto dove eravamo parcheggiati, a piedi, siamo andati alla scoperta del paese la mattina seguente. Questa cittadina è inserita in diverse reti, tra cui ‘I borghi più belli d’Italia’, ‘Les Plus Beaux Villages de la Terre’, ‘ Città regia della Sardegna’ e la ‘Conferenza permanente delle Città storiche del Mediterraneo’ e si affaccia al centro del golfo dell’Asinara nel nord-ovest dell’isola sarda. Una roccaforte medioevale ricca di storia e tradizioni sia artigianali che religiose. Io e Max con una lunga passeggiata siamo arrivati alla bellissima cattedrale di Sant’Antonio Abate che ti stupisce perché collocata a picco sul golfo in una posizione panoramica e con la sua bellissima torre campanaria coperta da un cupolino maiolicato (rivestito di smalto, vetrificato) è il principale luogo di culto di Castelsardo. Racchiude all’interno cappelle laterali, navata a crociera, un altare in marmo del 1810, la tavola della Madonna con Bambino dipinta nel XV secolo e numerose opere d’arte custoditi perfino nei sotterranei della cattedrale.

Ma prima di arrivare davanti a questa meraviglia abbiamo attraversato il percorso di sentinella e le possenti mura di cinta che racchiudono il borgo dove si possono ammirare, oltre ad una splendida vista sul golfo, il ponte levatoio e la porta Pisana (uno dei due accessi alla città). C’era anche qualcosa che aveva tutta l’aria di essere un’antica catapulta. Non c’era nessun cartello che indicasse di cosa si trattava.

La nostra passeggiata si è conclusa con una sosta aperitivo presso un locale aperto nonostante fosse domenica, dove ci siamo seduti e goduti una birretta e degli stuzzichini di accompagnamento, prima di tornare da Shark e pranzare.

Aperitivo

Situata a circa quattro chilometri dal centro di Catelsardo si trova la particolare roccia dell’Elefante. Ci hanno consigliato di vederla e noi abbiamo ascoltato i consigli recandoci presso la località Molteddu al km 4,3 della SS 134 in direzione del comune Sedini. Si tratta di un grosso masso di color ruggine che nel tempo è stato eroso dagli agenti atmosferici donandogli la forma di un elefante seduto. Ha un’altezza di circa 4 metri e al suo interno si trovano due ‘domus de janas’, ovvero delle tombe preistoriche scavate nella roccia tipiche della Sardegna prenuragica, risalenti appunto al periodo prenuragico. E dietro la roccia c’è una veduta panoramica su una bellissima vallata.

Castelsardo ci ha stupiti e sorpresi: una cittadina particolare, incantevole e preziosa per il suo concentrato storico e per la sua posizione geografica che regala vedute emozionanti.

Sul nostro canale YouTube puoi già trovare i video brevi sulle nostre tantissime tappe sarde cui seguiranno i video approfonditi dove puoi vedere le meraviglie di questa cittadina. Ieri, 20 gennaio 2022, è uscito il video approfondito sulla tappa a Cava Usai (nel comune di Villasimius). Seguici anche su Facebook e Instagram e non dimenticare di commentare qui sotto a questo articolo dicendoci cosa ne pensi o raccontando la tua esperienza. Alla prossima tappa!

Lucy & Max

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