La prima notte in mini-van, come l’ho trascorsa? Dopo i recenti articoli sulla presentazione del mezzo e della power station mi sembra giusto condividere con te questa vecchia ma nuova esperienza.

Come sempre durante i primi giorni in cui si ha un mezzo nuovo è sempre un emozione grande. La dopamina, la sostanza chimica coinvolta nella regolazione dell’umore e delle emozioni, aumenta e ti fa sentire bene e appagato.

Io alla guida della mia nuova auto

E proprio in questi momenti che si iniziano a sognare le strade che si affronteranno e i numerosi chilometri, ma sopratutto gli sterrati, che mi piacciono tanto.

Il mini van posteggiato in natura

Mi riportano indietro nel tempo, a quando avevo la Panda 4X4 e il Vecio, e a quando andavo alla ricerca di posti pazzeschi che ti sanno riempire il cuore e l’anima.

Il potere della natura è fenomenale in questo.

Io e la mia vecchia Panda 4X4

Sono passati alcuni anni da quando avevo quei mezzi e per questo la sensazione oggi è particolare: di felicità. Come quella di un bambino che riceve un regalo a cui si aggiunge quella della curiosità nel voler conoscere quanto prima tutti i pregi e difetti del nuovo veicolo, ma sopratutto quello di schiacciare il tasto start, ingranare la marcia e partire quanto prima.

Da quando ho ritirato il mini-van ho potuto goderne molto poco in quanto sono in un momento di lavoro intenso e praticamente sempre in trasferta soprattutto all’estero.

In questo momento infatti sono ad Hannover, nel nord della Germania, e perciò in quasi due mesi sono riuscito ad utilizzare il mini van solamente per cinque giorni.

Mi è stato consegnato nel pomeriggio del 30 agosto e subito ho iniziato a macinare i primi chilometri. La sensazione che ho provato è stata quella di ritrovare nuovamente gli spazi piccoli dopo anni in van e in camper.

Ma il primo pensiero è stato come sfruttare lo spazio interno per camperizzarlo.

La casa automobilistica Renault già da moltissimi anni produce veicoli molto modulabili e versatili per ciò che riguarda gli interni. Ricordo infatti che negli anni 80 , quando avevo circa dieci anni, uscì sul mercato con un auto rivoluzionaria: la prima Espace.

La Renault Espace negli anni ’80 (immagini prese dal web)

Mi piaceva un sacco perché aveva dimensioni molto generose e tanti sedili che si potevano spostare in diverse posizioni. Già provavo una gran passione per i mezzi che ti permettevano di godere del tuo tempo libero con la grandezza di un’auto.

Pensa: la libertà di arrivare in un posto, girare i sedili e fare quattro chiacchiere, bere un caffè o una bibita, ammirando il panorama che c’è attorno grazie ai grandi vetri. Era pazzesco allora! Oggi invece lo diamo per scontato purtroppo.

E fu proprio la Renault Espace a segnarmi dentro, nel mio spirito di viaggiatore, e sognando nel corso degli anni sono arrivato a condurre lo stile di vita che faccio ora: la vanlife.

Dopo aver fatto i primi 50 km rientro a casa con una grandissima soddisfazione sia per la comodità di guida sia per averlo visto affrontare bene un terreno sterrato. Ero contento del fatto che avrei potuto spingermi nuovamente in posti dove Mulon non arriva. D’altronde sarebbe un peccato rovinare il van.

In ogni caso sono andato a letto con grandi idee che mi frullavano in testa, e la notte ovviamente non e stata particolarmente riposante in quanto pensavo e ripensavo a come modificare questo nuovo mezzo.

La mattina seguente dopo una colazione veloce inizio a lavorare sulla mini camperizzazione. Comincio col togliere qualche sedile per fare delle prove. Su 5 sedili (l’auto è una 7 posti) posteriori ne tolgo 3 e ne lascio 2 sullo stesso lato.

Di questi due sedili, uno lo uso come tavolino e l’altro lo lascio in fondo al veicolo facendolo uscire dal pianale per utilizzarlo come seduta per lavorare, riposare o magiare. Nell’altra metà della superficie interna ho intenzione di mettere un materasso pieghevole in gommapiuma.

Interno del mini van
Interno del mini van

Fatte le varie prove di entrata, uscita e movimento decido che questo primo allestimento poteva andare bene.

Come ho scritto prima ho poco tempo libero in questo periodo e quindi per il momento questa soluzione era la migliore per me. Sono oltretutto contento del fatto che senza dover spostare il sedile anteriore di guida riesco a stare completamente disteso senza problemi. E avanza anche qualche centimetro!

Ero soddisfatto del lavoro svolto perché avevo tutto quello che mi serviva:

  • un posto dove stare seduto per lavorare, riposare ecc 
  • un tavolino 
  • un posto dove dormire 
  • una piccola riserva di acqua per lavare le cose e per una doccia
  • un fornello a gas per cucinare
  • spazio sufficiente per stipare vestiti, stoviglie e borse del lavoro

So che la cosa è un po’ spartana, ma preferisco le cose semplici e che permettono poca spesa e massima resa.

Per me è importante la libertà di scoprire posti nuovi o isolarmi da tutto e tutti per godere di quello che la natura ha da offrirmi e rilassarmi dopo periodi intensi di lavoro.

Dopo aver pensato a questo primo allestimento interno, era giunto il momento di montare sul tetto la mitica tenda Overland, che era ferma in garage da qualche anno.  

Già da qualche mese sentivo la necessità di riutilizzarla nuovamente in qualche maniera, visto che su Mulon non posso installarla a causa della presenza degli oblò e il panello fotovoltaico.

Sulla tenda Overland scriverò un articolo dedicato più approfondito dove ti parlerò di pregi e difetti. Fammi sapere attraverso i commenti se ti può interessare come contenuto.

Con l’aiuto di mio zio ho posizionato la tenda sul tetto con non pochi problemi perché gli attacchi originali non andavano bene sulle barre Renault. Così, sono dovuto andare in un negozio di bricolage ad acquistare i pezzi che mi servivano per risolvere la piccola grana.

La vanlife mi ha insegnato a non arrendermi subito e cercare sempre le soluzioni alle difficoltà. Ciò mi è veramente molto utile anche nella vita lavorativa.

In un’oretta circa ho montato la tenda e quando ho tolto la copertura esterna e l’ho aperta sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che era esattamente come l’avevo lasciata. Non si è rovinata per nulla. Mi sono subito sdraiato e ho visto che anche il materasso si è conservato perfettamente.

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Immediatamente sono sopraggiunti i tanti ricordi dei viaggi fatti con la Panda 4X4 in giro per l’Italia e l’Europa e ho provato tante emozioni.

Dopo un paio di ore, al calar del sole, ho preparato il necessario per un paio di giorni, ho messo in moto e sono partito.

La sensazione risulta totalmente diversa. Dopo 4 anni e mezzo di avventure con Lucy, mi ritrovo solo nel mio mini van. Strano, un po’ disorientante, ammetto. Ma in fondo, è un’esperienza bellissima ed emozionante allo stesso tempo. È incredibile come, a volte, basti così poco per sentirsi davvero bene.

Opto per passare questa prima notte in zona Monfalcone e precisamente vicino a Marina Julia, in un posto immerso nel verde.

Dopo aver lasciato la strada principale entro per un centinaio di metri in uno sterrato tranquillissimo e ne approfitto anche per sporcare il mini van in una pozza di fango. Una cosa a cui non so resistere! Mi piace vedere il mezzo dopo un viaggio breve o lungo che sia, sporco di polvere e fango. Mi da la sensazione di ‘vissuto’, avventura, di emozioni vissute andando alla ricerca di uno spot dove passare la notte o magari per ammirare un bel tramonto o un’alba.

Mentre mi dirigevo sul posto speravo di non trovare nessuno e dormire da solo, ma vedo un camper in lontananza posteggiato. Non mi piace mettermi vicino ad altri, ed ero sul punto di andare via, quando decido di parcheggiare a debita distanza.

Vado subito in spiaggia e mi ritrovo davanti al mare con il suo suono meraviglioso. In lontananza vedo le luci di Trieste e alla mia sinistra il Carso, in parte illuminato e in parte no. 

La luna rischiarava tutto il paesaggio e lo rendeva ancor più incantevole. Un’emozione che non è facile descrivere e trasmettere.  Di una cosa ero certo: in quel preciso momento, in completa  solitudine mi sentivo veramente bene, in pace con me stesso.

Si dice che le cose migliori, come queste, sono belle solo se condivise; È vero in parte per quanto mi riguarda. I tanti paesaggi visti insieme a Lucy mi hanno emozionato perché condivisi, ma anche il viverli da solo è una cosa che mi appaga. Questi momenti mi regalano il riposo dai faticosi giorni lavorativi e l’energia necessaria per scoprire posti sempre nuovi.

Ammetto che un pò bisogna essere portati per vivere queste esperienze in solitaria, e le prime volte possono spaventare, ma credimi non sono male, anzi, ti arricchiscono come persona.

Ho passato diversi minuti davanti a quello spettacolo e ringraziavo il fatto di essere nato in una regione come il Friuli Venezia Giulia, dove in poco tempo puoi passare dalla montagna alle colline e dalla pianura al mare, con tanti spazi liberi e tanta natura che fa bene allo spirito e al corpo.

Torno al mini van e decido di dormire sulla Overland, ma mentre preparavo il tutto mi sentivo disorganizzato nei movimenti. Da molti anni ormai non compivo quei gesti per aprire la tenda. Il fatto di aver avuto e di avere mezzi molto diversi tra loro e dalle mille comodità, mi ha creato qualche impiccio.

In ogni caso, dopo una ventina di minuti sono pronto per distendermi e rilassarmi. La temperatura era ancora gradevole essendo i primi di settembre, e ne approfitto per aprire anche le due finestrelle laterali. Mi godo il momento. L’aria che passa attraverso le finestre, gli animali della notte che si chiamano fra loro e il suono del mare. Talmente rilassante che cado nelle braccia di Morfeo in pochi minuti.

Purtroppo verso le 5 di mattina vengo svegliato da alcune gocce di pioggia, e in fretta e furia chiudo la tenda per evitare che si bagni. Non avevo messo la copertura invernale e siccome da li a poche ora l’avrei dovuta chiudere, non volevo rimanesse bagnata, e ho continuato a dormire nell’abitacolo.

Il bello delle mie camperizzazioni è il fatto che posso usare sia la tenda, che l’abitacolo del mezzo in qualsiasi momento. La vecchia Panda 4X4 mi ha insegnato tanto. Ricordo ancora bene la nottata in Camargue, quando si era alzato un vento fortissimo e sembrava che da un momento all’altro mi sarei trovato su un fianco. Anche in quella occasione chiusi tutto e mi riparai dentro l’auto.

Grazie a queste esperienze ho trovando sempre le soluzioni. Per questo amo auto-camperizzare un mezzo, in modo che si adatti alle mie esigenze. I camper già fatti sono spettacolari ma bisogna sempre adattarsi e la cosa non mi entusiasma.

Mi sono svegliato poco dopo e non avevo più sonno. Così mi sono messo ad editare un video appoggiando il PC sul sedile trasformato in tavolino.

Io nel mio mini van durante la prima notte
Io nel mio mini van

Ammetto che con questo layout mi sono trovato bene; comodo per lavorare e farmi da mangiare, ma lo spazio non era ottimizzato. Già pensavo alle modifiche successive.

La pioggia era durata pochissimo per fortuna e mentre lavoravo ho visto le prime luci dell’alba farsi avanti. e sono uscito ad ammirarla. Tramonti ne vedo parecchi ma albe poche, in quanto difficilmente mi sveglio presto se non lavoro.

Ormai si erano fatte le otto, e dopo aver caricato il nuovo video, sistemo tutto e decido di fare qualche centinaio di metri per andare a fare colazione presso un chiringuito sito fronte mare, con un cornetto alla crema e un buon cappuccino.

Tirando le somme di questa esperienza, posso dire di essermi sentito come rinato, vivo. Entusiasta di aver passato una notte cosi, ma sopratutto di godere del momento presente senza pensare ad altro se non a me stesso.

Il vivere in un van già allestito è bellissimo, non lo nego, e andando avanti con gli anni la comodità fa sempre piacere, ma vivere in un mezzo come questo è tutta un’altra esperienza.

Un’ avventura pazzesca che ricorderò, come tante altre vissute durante i miei viaggi fatti da solo. 

Sicuramente nei prossimi mesi ci sara tanto da fare per renderlo ancora più abitabile e vivibile per trascorrere periodi un po’ più lunghi, ma non ho fretta.

Ti ringrazio per aver dedicato del tempo nella lettura di questo articolo e fammi sapere sotto nei commenti cosa ne pensi di questo ennesimo nuovo mezzo.

Leggi anche il mio articolo dove ti parlo di cosa utilizzo per avere energia nel mini van.

Max

Max

Sono operatore dello spettacolo e tecnico video freelance. Insieme a Lucy viaggiamo a bordo del nostro van alla scoperta di posti nuovi e condividiamo le nostre avventure con articoli e video.

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1 commento

  1. Come sempre Max sia i video che el blog xe interessanti . Che dirte te passi per le mie parti e nn te ciami 😂😂😂

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