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Sardegna in van: home si where you park.

In questa isola stupenda ci siamo sentiti subito a casa, sin dal primo giorno e in ogni tappa. Ogni chilometro percorso è stato una rivelazione, una sorpresa, un regalo. E dopo aver passato Capodanno in giro per la splendida Castelsardo siamo ripartiti per continuare il nostro tour. Strada facendo, mentre cercavamo, come sempre, un posto per la notte, ci colpì il colore delle rocce che era di un caldo rosso e ci siamo subito informati sui luoghi circostanti.

Isola Rossa

Eravamo sul tratto costiero tra Castelsardo e Santa Teresa di Gallura, nel comune di Trinità d’Agultu: a Isola Rossa. Un piccolo borgo di pescatori della Costa Rossa che affascina per i colori della scogliera donati dal porfido (granito dal colore rosso). Prende il nome dal’isolotto di roccia granitica situato di fronte al centro abitato. Questa è una parte della Sardegna ancora poco esplorata, caratterizzata anche da spiagge dalla finissima sabbia bianca e acqua cristallina. Una zona apprezzata molto dagli amanti del trekking in quanto ricca di sentieri.

Rocce rosse

Domina il paese la Torre Spagnola risalente al 1500 e che serviva come punto di avvistamento per la difesa dagli attacchi dei pirati. Io e Max siamo arrivati fin sotto la torre passeggiando tra le vie di un paesino deserto ammirando le spiagge sottostanti. Infatti si trovano lì Spiaggia Longa, Spiaggia di Li Femini che nella stagione estiva si riempiono di ombrelloni e turisti. Poco distante vi è anche la Spiaggia di La Marinedda. Queste acque regalano fondali meravigliosi ricchi di flora e fauna marina.

Non molto distante, sempre lungo la costa, abbiamo trovato una bellissima caletta di sabbia granitica e circondata da rocce di colore rosa e colline verdi: Cala Serraina dalle acque limpide color verde smeraldo e azzurro. Volevamo fermarci anche per la notte oltre che per pranzare, ma tirava un vento forte e non c’era nulla che potesse ripararci. E cosi siamo andati oltre. Abbiamo notato che il nord della Sardegna è molto più ventoso e per noi che abbiamo il tetto a soffietto non è l’ideale per passare notti tranquille. Infatti se c’è molto vento dormiamo sotto e lasciamo il tetto chiuso.

Sulle mappe avevamo notato una penisola a pochi chilometri da noi collegata alla terra ferma da un stretto istmo (una sottile lingua di terra che congiunge due territori, bagnata su entrambi i lati) e volevamo passare lì la notte. Arrivati sul posto abbiamo seguito Via Cala Spinosa fino alla fine dove si trova un parcheggio ed un cancello che segna oltretutto la fine della strada. Parcheggiato Shark siamo andati a vedere cosa ci fosse dietro quel cancello. Non eravamo soli; c’erano altre macchine parcheggiate a tante persone. Oltrepassato il cancello e seguendo un sentiero sterrato si arriva al Faro di Capo Testa situato su un promontorio. Edificato intorno alla metà dell’800, è di colore bianco, di forma rettangolare e alto 23 metri. Importantissimo per la sicurezza della navigazione nel tratto di mare delle Bocche di Bonifacio sulla quali si affaccia; ancora oggi è funzionante e le sue luci arrivano fino a 15 miglia di distanza. Al suo fianco ancora c’è la struttura che costituisce il vecchio faro. Dalle due strutture è possibile ammirare la scogliera sottostante e la Corsica. Le rocce sembrano fatte di cartapesta per come sono conformate e per le forme bizzarre che hanno; bellissime e molto particolari. Il promontorio è pieno di sentieri sterrati, uno dei quali porta ad una piccola torretta di cui rimane molto poco. Max ha voluto salire le ripide scalette di roccia per arrivare fino ad essa. Io ho aspettato Max dabbasso perché avevo paura a salire in quanto le scale di roccia erano come ‘sospese’ e senza nessun appoggio. Un luogo incantevole che ti consiglio vivamente di vedere se vai in Sardegna.

Il posto che poi abbiamo trovato per la notte era di difficile accesso per mezzi grossi perché si tratta di uno piccolo spiazzo su sterrato con parecchie buche e grosse spaccature nel terreno. Eravamo di fronte alla Corsica, a strapiombo sul mare, e col buio della sera si vedevano le sue luci in lontananza.

Procedendo sempre lungo la costa nord abbiamo raggiunto, per caso, la spiaggia di Porto Liscia, nel comune di Santa Teresa di Gallura. Siamo riusciti ad arrivare alla spiaggia solo grazie alle ridotte dimensioni di Shark, perché c’è la sbarra di altezza di 2 mt. All’ingresso della strada sterrata, poi, c’era un cartello con scritto ‘No Kitesurf’ ed infatti c’erano parcheggiati solo minivan e auto ed era pieno di windsurfer e surfisti.

Parcheggio a Porto Liscia

Questa spiaggia prende il nome dal fiume che sfocia nelle sue acque ed è lunga circa 2 chilometri. E’ caratterizzata da sabbia dorata e mare cristallino dal fondo sabbioso e c’è il vento adatto a fare sport d’acqua. E’ presente anche la scuola di surf e windsurf. Per motivi di sicurezza (pensiamo per la ridotta profondità della spiaggia) il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Capitaneria di Porto vietano la pratica del kitesurf; troverete un cartello della normativa sul posto. Per poterlo praticare bisogna spostarsi di qualche chilometro.

Io e Max abbiamo passeggiato sulla spiaggia in entrambe le direzioni rispetto al parcheggio fino ad arrivare ai punti estremi dove è poi impossibile proseguire a piedi. Da un lato si trovano grandi rocce e dall’altro il fiume Liscia. Nel tardo pomeriggio il parcheggio ha iniziato a svuotarsi; ognuno caricava l’attrezzatura sportiva sui propri mezzi e andava via, lasciandoci completamente soli e nel più assoluto silenzio.

Alba a Porto Liscia

Le sorprese non finiscono mai quando si viaggia; ogni curva può riservare un regalo sia da parte della strada che del cielo, del mare, dei monti. A noi il regalo lo ha fatto il cielo mentre cercavamo un posto per fermarci e pranzare il giorno seguente. Ad un certo punto, in direzione di Golfo Aranci, mi volto verso il mare e vedo l’arcobaleno! Ci fermiamo ad ammirarlo anche se c’era un vento fortissimo; uno tra i più bei fenomeni della natura che appare quando piove e contemporaneamente c’è il sole. Sempre emozionante da vedere. Foto e video, ovviamente, non sono mancati.

Sul nostro canale YouTube puoi già trovare i video brevi sulle nostre tantissime tappe sarde cui seguiranno i video approfonditi dove puoi vedere le meraviglie di quest’isola. Domenica 23 gennaio 2022, è uscito il video approfondito sulla tappa a Cava Usai (nel comune di Villasimius). Seguici anche su Facebook e Instagram e non dimenticare di commentare qui sotto a questo articolo dicendoci cosa ne pensi o raccontando le tue esperienze. Alla prossima tappa!

Lucy & Max

2 pensieri su “Sardegna in van: home si where you park.

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