Il vecio vanlife

Vanlife e viaggi: vivere e viaggiare in van.. il nostro stile di vita

Vivere e viaggiare in van: gli imprevisti sono dietro l’angolo!

Dopo aver visitato Firenze siamo tornati nel nostro Friuli Venezia Giulia per sbrigare un po’ di faccende tra cui una visita dal dottore per me, le bollette di casa e un paio di altre cose che non potevamo fare da remoto. Ma tra una faccenda e l’altra abbiamo comunque passato diverse notti a Grado, Trieste, Grignano, Sistiana, Duino e Muggia perché noi a casa non riusciamo a stare per più di due o tre giorni. Per fortuna abbiamo il mare a pochi chilometri e possiamo vivere in van a due passi da casa.

Sono passate, quindi, un paio di settimane ed i primi di febbraio decidiamo di partire per percorrere la costa ovest dell’Italia fino a quando Max non avrebbe iniziato a lavorare. Per cui non c’era un punto di arrivo, ma ci saremmo spostati di un tot chilometri ogni due giorni e visitato posti nuovi e godere anche di temperature più alte rispetto alle nostre. Sto usando i verbi al condizionale perché non è andata proprio cosi e ti spieghiamo perché.

Il 5 febbraio in tarda mattinata ci mettiamo in strada decidendo di fermarci prima a Milano per far visita alla mia famiglia. Arrivati nel tardo pomeriggio abbiamo lasciato il van nel silos a pagamento che c’è alla stazione della metropolitana verde di Cascina Gobba per prendere la metro e andare a fare un giro in centro Milano e vedere la città di sera quando assume un fascino particolare e non c’è il traffico e la folla che la caratterizzano di giorno. Milano di sera è meravigliosa, elegante, ha degli scenari incantevoli. Abbiamo cenato in un fast food e abbiamo passeggiato per le vie del centro gustandone la tranquillità e la bellezza.

Noi in Piazza Duomo a Milano

Dopo due giorni quindi, ripartiamo in direzione della Liguria e precisamente a Genova. Io non ho mai visto quest’ultima e cosi ne abbiamo approfittato per far partire il nostro tour da qui. Abbiamo anche rischiato di andare a Barcellona! Siccome abbiamo parcheggiato Shark nel posteggio del centro commerciale sito all’imbarco delle navi, siamo andati alla biglietteria perché da li ad un’ora e mezza sarebbe partita la nave per Barcellona e se ci sarebbe stato posto saremmo partiti al volo. Invece la partenza era stata soppressa non si sa per quale motivo e l’addetto allo sportello non sapeva dirci quando ci sarebbe stata la prossima. Meno male! E tu dirai: perché? Continua a leggere e lo saprai. Intanto, siccome era presto, abbiamo fatto un giro al Porto Vecchio che era li vicino.

Noi al Porto Vecchio di Genova

Per la notte, con l’aiuto di Park4night, abbiamo trovato un parcheggio per camper a Lavagna, un paesino a circa un’oretta da Genova. Purtroppo la Liguria, come detto più volte, non ha una conformazione del territorio idonea alla sosta libera e non è facile trovare un normale parcheggio in piano, nemmeno per noi che abbiamo un mini van. Siamo arrivati sul posto che ormai era buio. Max schiaccia il pulsante di sollevamento del soffietto e dopo due secondi il meccanismo si ferma. Si era bruciato un fusibile! Max ha dovuto aprire il pannello laterale, dove è situato l’impianto elettrico del soffietto e cambiare il fusibile. Riproviamo a far salire il tetto ma dopo due secondi si brucia un altro fusibile e i meccanismo si ferma di nuovo. Addirittura il pistone di destra non si sganciava più, nemmeno spingendo a mano. Rimettiamo un nuovo fusibile più potente ma il pistone non si sblocca. Max richiude tutto dicendo che avrebbe controllato l’indomani.

Fermata treno di Lavagna sul lungomare

La mattina seguente siamo andati a visitare la città. Di fronte al parcheggio c’è un sottopassaggio che porta dall’altra parte della strada sul lungomare. Prendendo a destra si va verso il porto ed il centro città. Max ha fatto volare il drone, dopo essersi accertato che fosse zona libera (utilizza un applicazione che consente di vedere le zone libere per poter dronare ed essere in regola con le norme che regolano il volo dei droni). Guarda che panorama!

Lavagna è un comune in provincia di Genova, lungo la costa della Riviera di Levante, nel Tigullio, e conta circa 12500 abitanti. Abbiamo passeggiato sul lungomare e siamo arrivati fino al porticciolo dove si possono vedere barche di ogni dimensione e modello. Ci divertiamo parecchio ad ammirare le barche sognando di viverci. Ma poi tornando realisti, ne parliamo e desistiamo da questa idea. Vivere in barca ha costi più elevati rispetto alla vita in van o camper.

Scorcio del porto di Lavagna

Dopo di che siamo andati a fare la spesa in un piccolo supermarket e siamo tornati al parcheggio. Abbiamo tentato di nuovo l’apertura del soffietto sperando si sbloccasse, ma nulla. E cosi, dopo aver pranzato, siamo stati costretti a tornare a casa perché comunque il tetto sollevato ci serve per fare la doccia soprattutto ed in inverno non possiamo farne a meno. Se fossimo in estate il problema non si sarebbe posto, potendo fare la doccia fuori e avremmo risolto il guasto una volta tornati a casa dopo il tour. Io ero giù di morale e per il nervoso mi veniva da piangere; mi dispiaceva troppo dover interrompere un viaggio che si prospettava molto interessante e ricco di nuovi posti e nuove esperienze.

Nei giorni successivi siamo stati a casa e Corrado ci ha tolto i pistoni dal soffietto per permetterci di sollevarlo manualmente nel frattempo che arrivano i pezzi nuovi. Nel mentre si è presentata un’occasione di viaggio e l’abbiamo colta al volo. Te la sveliamo nel prossimo articolo. Continua a seguirci!

Sul nostro canale YouTube prossimamente uscirà il video dedicato alla nostra visita a Lavagna e online trovi già il mini video quotidiano dove raccontiamo questa disavventura col soffietto. Ci trovi anche su Facebook e Instagram dove pubblichiamo quotidianamente. Se ti è piaciuto questo articolo faccelo sapere commentando qui sotto. Grazie e al prossimo articolo!

Noi a Lavagna

Lucy & Max

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