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Vanlife e vanlifers: com’è cambiato (in peggio) tutto negli ultimi anni

Vanlife e vanlifers: com’è cambiato (in peggio) tutto negli ultimi anni. Un titolo forse un po’ polemico, ma alla fine è solo una riflessione che mi capita di fare spesso, mentre guardo fuori dal finestrino del mio van… o dalla mia auto camperizzata.

Ah, giusto: per chi capita qui per la prima volta, mi chiamo Max e sono un freelance nel settore video, in particolare per eventi e fiere. Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di viaggi e avventura. Ogni volta che avevo le possibilità economiche, partivo con qualsiasi mezzo mi ritrovassi tra le mani.

Nel 2012 ho scoperto, grazie a Facebook e YouTube, i primi fulltimers italiani, quelli che poi hanno ispirato il movimento chiamato vanlife. In quel periodo, ho iniziato anche io, con l’unico mezzo che avevo a disposizione: una Panda 4X4 camperizzata.

Io e la mia vecchia Panda 4X4 nel deserto tunisino
Io e la mia vecchia Panda 4X4 nel deserto tunisino

In quegli anni eravamo davvero in pochi, almeno in Italia. E anche se oggi sui social alcuni si dichiarano “i primi”, posso assicurarvi che non è così. Anzi, alcuni che oggi sono molto seguiti, anni fa mi avevano contattato per chiedere informazioni… salvo poi sparire. Il mio errore? Essere stato troppo gentile. Per me la condivisione è sempre stata parte fondamentale di questo stile di vita.

Ed è proprio questo il cuore di questo articolo: com’è cambiata la vanlife negli anni. Non solo nel modo in cui viene vissuta, ma soprattutto nelle persone che oggi si spacciano per esperti. Non dico che valga per tutti, parlo solo della mia esperienza personale in questi 13 anni on the road in cui ho pubblicato sui social. Spero che possa aiutare qualcuno a non ripetere certi errori e a non rimanerci male, come è successo a me.

Nel 2012 c’erano solo due coppie italiane attive sui social, le seguivo con entusiasmo, sognando di fare anch’io quel salto. Quando una di loro era lungo il mio itinerario, li contattai. Passammo una serata indimenticabile nel loro camper, dove risposero con piacere a tutte le mie domande. Persone fantastiche, genuine. C’era ancora una purezza, che oggi si è persa.

Negli anni successivi conobbi tante altre persone, alcune sui social, altre no. Ero diventato “quello della Panda”, e suscitavo molta curiosità. La verità? Non avevo soldi per permettermi un van vero, e quello che avevo era tutto per me. Era un periodo difficile, ma la vanlife mi ha aiutato a rimettermi in carreggiata. Più avanti sono riuscito a comprarmi il mio primo van, che ho chiamato “il Vecio”.

Il mio vecchio van auto-camperizzato
Il mio vecchio van auto-camperizzato

Quelli erano anni davvero belli. Tra noi c’erano confronti, ci si sentiva ogni tanto, ci si aiutava. Avevo una mappa sul tablet per vedere dove si trovavano gli altri amici fulltimers. Anche se spesso ero l’unico in Italia, perché continuavo a lavorare in giro per il Paese.

Non abbiamo inventato nulla: viaggiare in van si è sempre fatto. Solo che ora, grazie alla tecnologia, riuscivamo a dimostrare alle persone che si poteva fare. Bastava un po’ di programmazione, qualche sacrificio, e si partiva.

Un amico creò anche un gruppo WhatsApp, eravamo in 12. Non ci si scriveva tutti i giorni, ma ogni tanto si condividevano consigli, saluti, battute. Era davvero una piccola comunità affiatata. Poi è arrivato il 2020, con tutto quello che ha comportato. E, come spesso succede, le cose belle finiscono.

Con l’arrivo delle aziende, delle sponsorizzazioni, delle views, sono nate gelosie, competizioni inutili. Ricordo che fui “escluso” solo perché stavo per fare una live con un viaggiatore che ad alcuni non stava simpatico. Ci rimasi molto male. Si provò a ricreare un gruppo su Telegram, ma anche lì, purtroppo, nacquero fazioni e ognuno iniziò a pensare solo a sé.

Poi è arrivata la nuova ondata: quella dei “vanlifers da trend”. Gente che compra un van, magari dopo aver fatto un solo viaggio di due mesi, e subito inizia a dispensare consigli sui social. Alcuni di questi, pur con pochi iscritti, si sono proposti a brand e fiere, guadagnandoci qualcosa. E sapete cosa mi fa più male? Che in tanti anni non sono mai stato invitato da nessuno, nonostante il mio impegno e la mia community fedele. Quante volte mi avete visto promuovere prodotti o presenziare agli eventi? Mai. Non per scelta mia, ma perché non mi ha mai contattato nessuno.

La vanlife oggi sembra una corsa al business, non più un’esperienza di vita. Alla Fiera del Camper di Parma, ad esempio, anche se molti creator si conoscono di fama, ognuno va per conto suo. Niente collaborazioni vere, solo gruppetti di convenienza. L’anno scorso ero lì anche io, in parcheggio, da solo. Ma ho avuto la fortuna di essere invitato a cena da un amico del settore camper: è stata una serata bellissima e ho imparato molto di più che in mille video sponsorizzati.

Eppure, c’è ancora qualcosa di buono. Quegli amici del 2012, quelli della prima serata in camper… ci sentiamo ancora oggi. Anche quando erano negli Stati Uniti, continuavamo a confrontarci sulla vanlife. Questo mi fa capire che l’amicizia vera può esistere anche in questo mondo.

Mi trovo ora al Passo del San Bernardo, prima di rientrare in Italia, e questi pensieri sono usciti da soli, come spesso succede quando scrivo. Forse sono stato un po’ polemico, ma volevo semplicemente condividere ciò che ho vissuto in questi anni. Se anche uno solo di voi può trarne qualcosa, ne sarà valsa la pena.

A presto per un nuovo articolo. E se ti va, lascia pure un commento qui sotto: raccontami cosa ne pensi.

Max il Vecio

Max

Sono operatore dello spettacolo e tecnico video freelance. Insieme a Lucy viaggiamo a bordo del nostro van alla scoperta di posti nuovi e condividiamo le nostre avventure con articoli e video.

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10 commenti

  1. Ii ti ho scoperto virtualmente a bordo del Vecio ho sempre apprezzato la tua semplicità e il fatto che per vivere fai altro.
    Non so di preciso la tua età io sono del 66 ma molti di questi che vedo mi sembrano giovani…se no lo ha mai visto segui Nazario Nesta è un fenomeno nonché una bella persona perlomeno da quello che si può capire da questo mondo “virtuale:.
    Saluti

    1. ciao mauro di candeline ne ho 53. come dici te la gran parte sono giovani anche se ho visto una tendenza di persone avanti con gli anni.ma questi per il momento no ho visto marchette o chiedere contributi, meglio cosi. certo che conosco Nazario , un grande. l avevo ospitato a casa mia e lui a fatto uguale quando siamo stati nella sua puglia. non riesco a seguirlo sempre nelle sue avventure , ma lo reputo una bella persona. un saluto dal Austria e grazie mille per la partecipazione.

  2. Ciao Max, ne è passato di tempo dai tempi della panda! Abbiamo spesso parlato di tutto quello che hai esposto. Purtroppo fare il fulltimer è diventata una moda, dove chiunque, esperienza o non, si erge a guru del settore qualsiasi argomento. Capisco la tua amarezza nel vedere questo mondo cambiato nel tempo. Si è portati a pensare che debba essere una bolla dove tutti vanno d’accordo, dove ci si aiuta come una volta ci si aiutava nelle manovre dei mezzi. Oggi non è cosi. il mondo del camperismo e penso quello dei fulltimers, rispecchia la società. Non ti aiutano, ma stanno tutti seduti a guardare come fai manovra, per giudicarti. Ognuno pensa per se. Sono rare e di vecchia scuola quelli che interagiscono con consigli disinteressati. Un abbraccio e spero di vederti a Parma!
    P.S. mi ricordo quando sei venuto con il veciooo!!
    La ragazza 😉

    1. eila ciao ragazza , ma grazie mille e la vecchia scuola resisterà. mi spiace solo che la tecnologia non sia stata sfruttata bene. forse riesco a fare un. passaggio a Parma anche perché questo’ anno non vado a dusseldorf. un abbraccio a te e Giuseppe dal Austria.

  3. Ciao Max
    Come già commentato ti seguo dai tempi del Vecio. Adesso sono a Claunt in camper.
    Spero di incontrarti prima o poi.
    Ciao
    Salutami anche la Lucy.
    (OliRoad)

    1. ciao claudio ti ringrazio . prima o poi ci si incontra sicuramente . un saluto dal Austria e buona strada

  4. Ciao Max, io invece ho cominciato a seguirti, (all’inizio a tratti), ai tempi del vecio. Posso dire che il tuo vecio e quella tipologia di van life mi hanno ispirato sin da subito, al punto da spingermi a comprare il mio primo furgone, con poco o nulla in tasca.
    Ancora oggi, giro con il mio furgo auto camperizzato ma con lamiere a vista e mi piace troppissimo.
    Spero sempre di incontrarti per conoscerti dal vivo e mostrarti il mio ” muletto”.
    Vito

    1. ciao vito , ma e fantastico e ti capisco bene . sicuramente prima o poi ci si incontrerà. buona strada a te

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