Dallo smartphone alla carta, per tornare a vivere davvero i nostri ricordi.

Foto, foto e ancora foto.
Ne abbiamo parecchie nei nostri cellulari, ma c’è un problema: non le guardiamo quasi mai.
Prima di andare avanti con questo nuovo articolo, però, voglio darti il benvenuto e ringraziarti per il tempo che dedicherai alla lettura, augurandomi di regalarti anche solo un momento di relax e di riflessione.
Come dicevo, di foto ne abbiamo talmente tante che spesso ce le dimentichiamo.
Ormai ci ricordiamo quasi con nostalgia di quando si scattavano con il rullino e poi si andava dal fotografo per farle sviluppare. Ricordo ancora il momento del ritiro: era quasi un’emozione vedere quelle fotografie dopo settimane o addirittura mesi dallo scatto, perché quasi mai si andava subito a stamparle.
Ecco cosa rappresenta per me una fotografia, bella o brutta che sia: un ricordo, un momento, un modo per rinfrescare la nostra memoria.
La nostra memoria è sempre impegnata nelle mille cose di tutti i giorni, perché oggi è tutto un correre. E anche quando decidiamo di riguardare le fotografie sul telefono o sui social, spesso finiamo in uno scroll continuo.
Non è la stessa cosa.
Una fotografia stampata la prendi in mano, la guardi, magari la lasci lì sul mobile o la appendi al muro e, ogni volta che la incontri con lo sguardo, ti riporta indietro nel tempo.
E allora come ho risolto questo problema?
Ah C’è anche un altro aspetto che mi ha fatto riflettere: non voglio rischiare di perdere tutte le mie fotografie. Un telefono può rompersi, una scheda di memoria può danneggiarsi o semplicemente andare persa e oggi abbiamo diverse possibilità: possiamo andare dal caro vecchio fotografo, utilizzare i vari siti online che stampano le fotografie e le spediscono a casa oppure acquistare una stampante fotografica e fare tutto in autonomia.
Quest’ultima opzione l’avevo già provata anni fa, comprando anche la carta fotografica. Purtroppo, però, le classiche stampanti che avevo a disposizione non facevano un buon lavoro e così avevo abbandonato quasi subito questa pratica.
Per fortuna negli ultimi anni le cose sono cambiate e sono nate delle stampanti portatili dedicate proprio alla stampa fotografica.
Dopo settimane di ripensamenti, chiedendomi se fosse una spesa sensata oppure soltanto un capriccio, alla fine mi sono deciso: ne ho acquistata una portatile, con la possibilità di utilizzarla anche con una batteria, ma nel mio caso non ho preso la batteria opzionale perché, quando sono in viaggio con il van o con la Panda, utilizzo semplicemente la 220 V della Power Station.


Il funzionamento è molto intuitivo. Si può utilizzare la sua applicazione sul cellulare o sul tablet oppure anche una scheda SD della fotocamera e utilizzare direttamente i tasti della stampante vicino al suo display a colori.



Appena arrivata a casa, dopo aver tolto tutto dalla scatola, ho posizionato la stampante sul tavolo, ho inserito la cartuccia della carta fotografica, l’ho collegata alla 220 V della Power Station e l’ho accesa.
Dopo qualche secondo era pronta.

Nel frattempo avevo scaricato l’applicazione e, come dicevo prima, è molto intuitiva. Ho iniziato a giocarci e ho scoperto che si possono fare parecchie cose: scegliere il formato, impostare le fotografie in verticale o in orizzontale, effettuare delle correzioni e, se vogliamo, utilizzare anche alcuni filtri già preimpostati.
Ah, dimenticavo una cosa importante.
Prima di accenderla ho installato anche la cartuccia con i colori.
Dopo aver lavorato sulla fotografia tramite Wi-Fi, ho dato l’invio e la stampante, dopo qualche secondo, ha iniziato a realizzare la fotografia.
La stampa avviene attraverso quattro passaggi avanti e indietro, necessari per i diversi colori e per il trasparente finale.




Dopo un paio di minuti circa, la fotografia è bella che pronta.
Ed è proprio lì che, per me, nasce la magia.
Il poterla toccare.
Non è più un’immagine dentro uno schermo. È qualcosa che posso prendere in mano.
E soprattutto le fotografie più belle non vengono più perse in mezzo alle migliaia di immagini presenti nel telefono.
Finite le stampe, alcune le attacco al muro di casa vicino al divano, così, quando le vedo, torno indietro nel tempo. Ovviamente anche nel van ne abbiamo messe alcune sulla parete alla base del letto.


Prima era semplicemente una parete vuota e un po’ triste, adesso, appena apriamo gli occhi la mattina e vediamo quelle fotografie, ci tornano in mente quei momenti e quei ricordi.
Ecco, questa per me è la magia di una fotografia stampata.
Dopo averti raccontato questa mia esperienza, che per certi versi considero un piccolo ritorno al passato in un mondo dove siamo sempre più immersi nella tecnologia, veniamo ai costi.
La stampante l’ho pagata 144 euro.
Il kit con carta fotografica e cartuccia, da 108 fotografie, è costato 35 euro.
In totale ho speso circa 179 euro.
Non è sicuramente una cifra irrisoria, anche se nel mercato esistono diversi modelli, anche più economici. Come sempre, ognuno dovrà scegliere quello che fa più al caso proprio.
Che dire?
Ormai è quasi due mesi che l’ho acquistata e devo dirvi che sono molto contento.
Il muro di casa si è riempito di fotografie, ma la cosa che mi ha sorpreso di più è stata vedere che, fino all’ultima goccia di inchiostro, le fotografie vengono veramente molto bene.
E poi ho iniziato a utilizzarla anche in viaggio, dentro il van vedendo anche i suoi consumi durante la fase di stampa e ho notato che oscilla indicativamente tra i 50 e i 60 W.
Niente male.
E così siamo arrivati alla fine anche di questo articolo scritto qui, nel mio famoso ufficio estivo, spero di averti dato qualche informazione utile, ma soprattutto di averti fatto venire voglia di andare a riguardare quelle vecchie fotografie che abbiamo tutti dentro al telefono.

Perché magari, tra quelle migliaia di immagini che non guardiamo mai, c’è proprio un ricordo che stavamo dimenticando.
Ci vediamo al prossimo articolo.
Max il Vecio

