Vanlife e viaggi: vivere e viaggiare in van.. il nostro stile di vita

Luoghi che fanno riflettere: l’Aquila e Onna (AQ)

Ormai il rientro a casa è già avvenuto da qualche giorno. È stato un viaggio fantastico con tantissime tappe fatte tra Calabria e Sicilia e in questo articolo voglio parlarti di due città che ci hanno colpito particolarmente e che abbiamo voluto vedere per diversi motivi.

Shark sotto il Gran Sasso mentre andavamo all'Aquila
Shark sotto il Gran Sasso mentre andavamo all’Aquila

Dopo la tappa a Napoli abbiamo deciso di fare una piccola deviazione in queste due città che sono state al centro della cronaca di qualche anno fa: era il lontano 2009.

Sicuramente avrai già capito di che posti sto parlando, ma per chi non ricorda, dato che ormai è passato tanto tempo, sto parlando dell’Aquila e di Onna (AQ), colpite duramente da un terremoto di grosse dimensioni.

Ho voluto fare queste fermate per due motivi: il primo per vedere a 7 anni dalla mia ultima visita se qualcosa fosse migliorato a livello di ricostruzione della città e secondo per farle conoscere a Lucy che non ci è mai stata.

L’Aquila

Arrivati a l’Aquila abbiamo parcheggiato il van all’area sosta camper gratuita di Via Strinella. Un’area a due passi dal centro completa di camper service e raccolta differenziata.

Shark nell'area sosta camper di l'Aquila
Shark nell’area sosta camper di l’Aquila

Rimango molto sorpreso da quello che vedo: è piena di camper a differenza della volta precedente. Si perché quando ero stato li con la mia Panda 4×4 non c’era nessuno.

Già questo mi fa pensare al meglio e dopo aver mangiato un pranzo a base di ricotta e mozzarella di bufala e aver fatto un piccolo riposino ci dirigiamo verso il centro.

Io e Lucy durante il pranzo su Shark a base di ricotta e mozzarella di bufala
Un pranzo veloce a base di ricotta e mozzarella di bufala

In 5 minuti a piedi, dopo una bella salita, arriviamo nel cuore della città.

Troviamo un sacco di persone per lo più giovani che formavano comitive e molti turisti, e la cosa mi colpisce nuovamente perché ho visto tanta vitalità e una sferzata di aria fresca.

Mentre camminavamo mi accorgo che qualcosa non torna, mi trovo come spaesato e non riconosco niente di quello che i miei occhi avevano visto anni prima.

La risposta arriva dopo qualche minuto di passeggiata, quando, arrivati sul corso principale mi accorgo che tante vie, ma sopratutto quella che avevamo appena percorso, erano state riaperte.

La mia mente torna indietro di 7 anni a quando passeggiavo lungo il corso e vedevo tutte le vie laterali ancora chiuse con le macerie nonostante fossero passati 6 anni dal sisma.

Dopo una bella camminata lungo il corso e un buon gelato, ci dirigiamo verso la casa dello studente, che fu gravemente danneggiata dal sisma e che si portò via molti ragazzi giovani e la cosa colpì maggiormente l’opinione pubblica. Ricordo ancora i servizi nei vari programmi in televisione.

Della casa dello studente non resta niente se non una parte che sembra essere la base della palazzina e invece tutto attorno ci sono degli edifici nuovi. Poco distante è collocato un piccolo monumento in ricordo di quei sfortunati ragazzi.

Monumento in ricordo dei giovani che risiedevano nella casa dello studente
Monumento in ricordo dei giovani che risiedevano nella casa dello studente

Dopo questa visita ci addentriamo nelle vie della città lontano del caos e troviamo case ricostruite  ma ancora disabitate e alcune strade non ancora ripristinate. Una sensazione di vuoto ci ha colpito. Un insieme di emozioni contrastanti, e anche un senso di tristezza.

Si vedono edifici con le armature in mezzo a quelle ricostruite, con addirittura al loro interno tutto uguale e fermo a come era dopo quella tragica notte.

La cosa ci ha letteralmente impressionato.

In ogni caso ho ritrovato un città praticamente rinata, e meno male direi, anche se ancora qualcosa c’è da fare.

Quella notte i miei pensieri erano dedicati alle persone che hanno vissuto quella brutta tragedia come fu nel mio Friuli Venezia Giulia nel lontano 1976 e prima di addormentarmi mi sono detto: ‘Domani mattina prima di rimetterci in viaggio passiamo da Onna‘.

Onna (AQ)

La mattina successiva, come programmato, dopo colazione ci mettiamo in strada. Percorriamo pochi chilometri, circa una decina, ma come sempre il navigatore fa i suoi casini e ce ne fa percorrere qualcuno in più. Quasi il doppio. 

Parcheggiamo il van in una strada nella nuova Onna. Nuova perché, nei 5 mesi successivi al sisma, grazie alla protezione civile è stato costruito un paese per gli sfollati costituito da casette prefabbricate da usare nel frattempo che il paese viene ricostruito. Onna fu il luogo più colpito dal sisma. Crollarono la maggior parte degli edifici e quelli rimasti in piedi subirono danni gravissimi. Vi fu anche il maggior numero di vittime: 40 persone.

Anche qui vediamo dei ragazzini girare e giocare con le loro biciclette per le vie di questo nuovo villaggio. Si percepisce una certa tranquillità ed è un posto ben tenuto e curato.

Dopo aver visto la parte nuova ci portiamo nella vera Onna che si trova li vicino. Rimaniamo stupiti nel vedere che quasi tutto è stato ricostruito. Solo qualche casa in mezzo o sui lati del paese è tutta o in parte distrutta. Pare che addirittura qualcuna non verrà neanche ricostruita.

Anche qui le immagini di come poteva essere dopo quella maledetta notte corrono nella nostra mente. Io e Lucy stavamo in silenzio mentre percorrevamo le strade e pensavamo a come doveva essere bello con le sue antiche costruzioni.

Vediamo che pochissimi edifici sono già abitati e la maggior parte sono ancora vuoti e questo fa si che si ha la sensazione di essere in un paese fantasma. Per le strade non c’era anima viva.

Notiamo che sulle finestre di alcuni alloggi ci sono dei cartelli con i nomi dei futuri proprietari e per qualche motivo che non conosciamo sono vuote. Abbiamo pensato che forse aspettano le opportune autorizzazioni oppure i collaudi da parte delle istituzioni. Anche qui come per tante cose la burocrazia italiana è lentissima.

Onna 'vecchia'
Onna ‘vecchia’
Edifici nuovi e macerie vicini
Il nuovo e il vecchio
Onna 'vecchia' e in fondo la parte nuova con le casette prefabbricate
Onna ‘vecchia’ e in fondo la parte nuova con le casette prefabbricate

Dopo il pranzo riprendiamo il nostro camino verso la tappa successiva e i pensieri che ci passano per la testa sono tanti. Il silenzio che regnava in quelle vie ci aveva colpito. Speriamo quanto prima che Onna torni a vivere come una volta. È un bellissimo paese che merita sicuramente una nuova vita.

Questa esperienza resterà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori. Sul canale Youtube trovi i video dedicati a queste due stupende località.

L’Aquila
Onna

Ti ringrazio per aver letto fino a qua questo articolo.

Un saluto e a presto!

Max 

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