C’è stato un momento in cui la VanLife sembrava la risposta a tutto.
Libertà, viaggi, zero pensieri. Bastava un furgone, un po’ di coraggio e via.
O almeno… così sembrava.
Negli ultimi tempi però qualcosa è cambiato.
Sempre più persone iniziano a parlarne in modo diverso.
Meno sogno, più realtà.
C’è chi abbandona, chi fa marcia indietro, chi addirittura ne parla male.
E allora la domanda viene spontanea:
la VanLife sta davvero finendo? Oppure sta semplicemente finendo l’illusione che ci siamo costruiti sopra?
In questo articolo voglio dirti la mia, senza filtri.
Non per distruggere un sogno, ma per riportarlo con i piedi per terra.
Perché la VanLife, quella vera… è tutta un’altra storia.

Ciao e bentornata/o qua sul mio blog.
Oggi voglio iniziare a parlare un po’ “male” della VanLife…
o forse meglio dire: voglio parlare della fine di questo trend.
E finalmente, direi. Perché tutta questa moda degli ultimi anni ha portato sì più popolarità, soprattutto sui social, ma anche qualche disagio a chi la VanLife la vive veramente.
Ma perché dico questo?
Ultimamente vedo che tanti stanno togliendo il termine “VanLife” dai loro profili. Non tanto in Italia, ma soprattutto fuori dai nostri confini.
In più, mi è capitato di vedere diversi video che ne parlano male:
c’è chi dice che non è una vera vita, che costa troppo, qualcuno poi dice che è meglio prendere un vecchio casolare, magari auto prodursi le cose grazie alla terra , sarà forse un nuovo trend per l algoritmo ? Allora mi domando: perché tutti questi “contro”, visto che non tanto tempo fa in tanti volevano iniziare questo percorso di vita , oppure era solo un sfruttare il trend per guadagnarci sopra ? Ripenso alle tante domande che ho ricevuto negli anni su come iniziare a vivere questo stile di vita . E oggi invece sembra quasi diventato un male parlarne.

Allora, tramite la mia piccola esperienza, voglio dire il mio parere ,ovviamente non è legge, ma solo uno spunto per riflettere. Ricordo ancora i primi anni, intorno al 2013/14 , quando eravamo in pochi a fare questo stile di vita , al epoca ci chiamavano Fulltimers , il termine vanlife è arrivato dopo grazie ad un fotografo americano che girava gli Stati Uniti con il suo Westfalia e postando le foto su Instagram aveva coniato questo termine, divenuto subito famoso e usato in tutto il mondo .
Attraverso i social condividevamo le nostre giornate, i posti dove dormivamo (spesso gratuitamente), e si creavano anche amicizie che da virtuali diventavano reali.
Magari ci si incontrava in giro per l ITALIA e dopo mesi ci si ritrovava da tutt’altra parte nel vecchio continente. Insomma, nel nostro piccolo ispiravamo anche qualcuno a seguire i nostri passi e in fondo questo era positivo almeno credo .

Questo stile di vita ti offre tanto: conosci persone, posti, cibi… ma soprattutto conosci te stesso. Tutto bello, come dicevo, ma purtroppo oggi le cose sono cambiate.
Non è più uno stile di vita da ammirare… ma quasi da colpevolizzare. E perché dico questo?
Perché dopo il 2020, con l’aumento delle vendite dei mezzi ricreazionali, la situazione è peggiorata: persone che si comportano come padroni dei parcheggi, mancanza di rispetto, sporcizia. Per fortuna non sono tutti così ma una buona parte si , pensate che in questi giorni dopo giorni in giro per lavoro sono venuto al mare per riposarmi un pò. Girando un pò per i parcheggi ho visto gente occupare più posti auto con il loro mezzi , tavoli e sedie fuori come essere in campeggio e per finire mi e capitato di vedere il furbone di turno in lontananza , scaricare le acque grigie del serbatoio nel prato mentre andava avanti con il. mezzo , peccato solo che facendo una curva nel asfalto stava finendo il lavoro ,pensa che a pochi metri c’è un area dedicata a questo tipo di operazione e allora ti chiedo : sono normali tutti questi atteggiamenti ? e poi vogliamo parlare della nascita dei troppi “guru” su YouTube che, dopo qualche settimana di vita in van, si sentono esperti e fanno credere che sia tutto facile e perfetto, per poi chiedere donazioni alla prima difficoltà incontrata lungo la strada ,una cosa che sinceramente non ho mai capito. Alla fine abbiamo scelto noi di fare questo stile di vita e credo che dobbiamo farlo con ile nostre forze.
di cosse ne ho viste in questi anni ma la cosa che non mi è mai piaciuta e il fatto di far passare chi non faceva la VanLife come “meno furbo”.
Insomma, negli anni la situazione è peggiorata, perché in primis sono aumentati i divieti, complice anche la troppa condivisione, e sono diminuite le aree sosta gratuite, sostituite da quelle a pagamento.

Io non sono contrario a pagare, ma voglio pagare il giusto, non essere spennato solo perché è diventata una moda , anche perché vorrei ricordare che i nostri mezzi non sono arrivati gratuitamente o da donazioni dei followers , ma sono stati pagati e non poco dopo tanti anni sacrifici . In ogni caso ho girato un po per l Europa in questi anni e per esempio In Germania ne ho trovate tante gratuite, pagando solo i servizi: acqua e corrente…
In Francia Spagna lo stesso: tante gratuite o a prezzi bassi. In Italia invece si tende spesso a esagerare. Dalle mie parti, in Friuli per lo meno nelle zone che frequento si parte dai 15 euro in su. Qualcuno mi dirà: MAX “sono pochi”. Sì, per chi fa vacanza.
Ma prova a viverci tutto il mese… e poi fai i conti.
Questo articolo sta diventando lungo, ma voglio chiudere così:
Se la moda della VanLife sta finendo, a me non dispiace, perché tanti torneranno sui propri passi, dopo aver capito sulla loro pelle che quello che vedevano online non era del tutto vero. Per quanto mi riguarda, la VanLife (e continuerò a chiamarla così) resterà sempre qualcosa di speciale, per i momenti che mi ha fatto vivere nei tanti viaggi e spero che la salute mi permetta di continuare a viverla ancora a lungo. Perché, a mio parere, sono più i pro che i contro.
Ma la cosa più importante di questo stile di vita è una: LA CRESCITA PERSONALE
Ti cambia.
Ti rende più calmo.
Ti fa capire che tante cose della società moderna sono inutili.
E alla fine, la verità è anche questa:
se vuoi iniziare questo stile di vita non serve mollare tutto come ti hanno fatto credere in questi anni ,ma puoi continuare a fare la tua vita e lavorare dove sei ora partendo nei we oppure per le meritate ferie .
RIPETO non serve per forza mollare tutto.

E qui chiudo questo articolo, scritto così, di getto, lasciando scorrere la mente sulla penna.
Spero di averti dato qualche spunto di riflessione.e se ti va, scrivi qui sotto il tuo punto di vista: sarà un piacere leggerlo.
A presto,
Max

