Ed è proprio così.
Nella VanLife ognuno di noi ha un posto del cuore e, anche se per vari motivi, negli anni non si riesce a tornarci, il richiamo rimane sempre lì.

Ma prima di continuare il discorso, benvenuta/o e bentornata/o qua sul mio blog.

Da qualche settimana ho il richiamo verso la cittadina di Tarifa e ogni tanto vado a guardare la webcam che punta sulla spiaggia di LOS LANCES iniziando a ricordare le giornate passate ed a sognare quelle future perché lo so già che ci torno , devo solo organizzarmi.

Pensate che la prima volta che ci sono arrivato con la Panda nel 2015 non mi era nemmeno piaciuta. Fortuna che ci sono ritornato un paio di anni dopo con il Vecio ( il mio vecchio Van di colore rosso ) ed è riuscita ad entrarmi nel cuore.

Lì, attraverso lo stretto di Gibilterra, si vede il continente africano, nello specifico il Marocco, e nelle belle giornate sembra quasi di poterlo toccare. In più visto le sue giornate ventose viene chiamata appunto la città del vento e gli appassionati di sport acquatici arrivano da tutta Europa a praticare i loro sport preferiti sia con i Van che con altri mezzi vivendo nelle tante strutture che la cittadina offre .

Ma veniamo alla VanLife. Perché Tarifa è diventata così famosa?

Dobbiamo tornare indietro di circa trent’anni, quando i primi Vanlifers europei arrivavano giù e si posizionavano nella zona della duna di Punta Paloma e Valdevaqueros vivendo li per lunghi o per brevi periodi.

Pensa che tornando al giorno d’oggi mi viene da sorridere quando sento dire che la VanLife è nata con i social, forse è nato il termine, ma non lo stile di vita.

Negli anni sempre più persone, soprattutto in estate, raggiungevano questo luogo. Le persone erano tutte diverse, da chi aveva pochissimi soldi a chi era benestante. Però lì erano tutti uguali, e nel tempo si era creata una vera e propria comunità in un terreno praticamente abbandonato che, se non ricordo male, apparteneva ad un olandese.

Poi con i vari social Tarifa è esplosa a livello turistico.

Ricordo ancora quella prima volta con la panda che come dicevo prima non mi era piaciuta. Per tre giorni, aveva fatto brutto tempo e purtroppo non vivendola appieno perché ero sempre chiuso in auto o forse perché le mie aspettative verso questa communita di vanlifers erano diverse da quello che stavo vivendo me ne andai. Per fortuna due estati dopo (era il 2017) ci sono ritornato restando per circa un mese e mezzo. E questo grazie ad un ragazzo che incontrandomi in un distributore di benzina mentre sistemavo il Van mi aveva riconosciuto perché mi seguiva su Instagram. Dopo aver fatto qualche chiacchiera mi aveva invitato al campo, lui ci viveva con il suo camper mansardato degli anni ottanta già da qualche mese . Pensate che era partito dal Italia per un lungo viaggio di un anno per l Europa senza sapere niente di camper , ma sopratutto non conosceva Tarifa. Alla fine dopo esserci arrivato si era trovato talmente bene che si e fermato che dopo un paio di anni ha aperto anche un attività commerciale .

In ogni caso all’inizio non ero a mio agio, ma poi, conoscendo vari italiani e tante persone straniere sentendo sopratutto le loro storie tutto cambiò nella mia mente. Iniziai a percepire un’energia particolare, non so spiegarlo bene , ma la cosa importante era che mi faceva stare bene ma sopratutto mi sentivo a casa. Pensa che ancora ad oggi, dopo anni di viaggi per l Italia e l’ Europa non ho trovato un posto simile che mi tiene fermo così tanto tempo.

IL CAMPO DEI FULLTIMERS

Ho visto persone fermarsi solo per qualche giorno e altre passare lì tutta l’estate, provenienti da tutta Europa e con mezzi di vario genere . Per mantenersi nel loro viaggio alcuni facevano la stagione nei vari lavori offerti come camerieri , pizzaioli , istruttori di Kite ecc , mentre altri si mantenevano già , lavorando da remoto. E voglio ricordarti che sto parlando del lontano 2017 e il termine Smart working non esisteva ancora.

Insomma, quel posto mi ha fatto mettere in discussione anche con me stesso, soprattutto per la barriera linguistica. Ricordo ancora le serate a parlare in spagnolo e inglese, dicendo anche parecchi strafalcioni, riuscendo a farmi capire lo stesso condividendo le mie esperienze di vita On The Road .

A Tarifa ci andavo visto che mi trovavo a circa 7 km dal centro ogni due tre giorni, per fare la spesa e il giro per il centro, una cittadina meravigliosa, piena di storia. I suoi piccoli vicoli sono stupendi e alla sera vengono presi d’assalto dalle persone che si fermano per aperitivi e tapas.

Insomma, un posto veramente particolare e magico, almeno a mio parere. Un luogo che come dicevo prima mi fa sentire a casa, anzi se sono sincero , meglio.

Infatti negli anni successivi ci sono ritornato più volte sia d’inverno che d’estate,regalandomi sempre emozioni ed esperienze nuove anche portando la Lucy nei anni seguenti.

Ma ormai molte cose come dicevo prima nel tempo sono cambiate: hanno costruito sempre di più, ma sopratutto per quanto mi riguarda con la sosta libera sono comparsi parecchi divieti per i mezzi sopra i 5 metri, Però in fuori stagione per fortuna è ancora tollerata anche se in alcune zone . Ovviamente queste cose le so grazie ad amici che sono stati laggiù nei mesi scorsi e mi hanno raccontato la situazione attuale

A questo punto non so sinceramente spiegare perché TARIFA abbia questo richiamo su di me sopratutto nel ultimo periodo ,forse mi riporta a un momento importante della mia vita e magari, tornando oggi, le mie aspettative potrebbero anche essere deluse visto questi cambiamenti ma sono sicuro che quella magia per me ci sarà ancora , magari non facendo sempre la libera ma andando anche in qualche struttura . Non vedo l ora di puntare il van verso sud , magari eviterò l’ estate vista la troppa confusione e il turismo, ma da metà settembre fino a fine maggio ogni momento e buono per mettersi in strada.

LA LUNGA SPIAGGIA DI TARIFA

Bene dai, anche questo è un altro articolo nato lasciando scorrere i pensieri liberi sulla carta, ti ringrazio e mi auguro di averti dato uno spunto di riflessione e, perché no, anche la voglia di fare un giro laggiù, magari pure senza camper, per scoprire se anche per te può diventare un posto magico.

A presto
Max.

Max

Sono operatore dello spettacolo e tecnico video freelance. Insieme a Lucy viaggiamo a bordo del nostro van alla scoperta di posti nuovi e condividiamo le nostre avventure con articoli e video.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il Vecio vanlife
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo da poterti offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili.