Salone del Camper 2025: un appuntamento di fine estate, la seconda manifestazione del settore dopo Düsseldorf e, a seguire, Parigi.
Se è la prima volta che passi di qua, mi presento: sono Max, freelance nel settore video e dal 2013 ho abbracciato il mondo della vanlife. Uno stile di vita che continua a regalarmi tanto, e di cui parlo spesso anche sul mio canale YouTube.

Perché andare al Salone del camper
Il Salone attira ogni anno migliaia di visitatori, anche tra chi non possiede un camper ma vuole semplicemente curiosare e scoprire questi mezzi dall’interno. C’è davvero di tutto: dai grandi motorhome ai piccoli minivan.
Questa volta, però, non vi parlerò nel dettaglio dei veicoli: avevo solo quattro ore a disposizione, reduce da una notte di lavoro a Bologna e già in viaggio verso Genova. Quello che voglio raccontarvi è la sensazione che mi ha lasciato questa edizione.

Tendenze e novità
Le grandi novità non le ho viste. Negli ultimi anni i camper cambiano poco: soliti layout, qualche variante, nuovi colori e luci.
L’unico trend interessante è quello dei semi-integrali più stretti, con larghezza massima di 2,15 m invece dei 2,30 m a cui siamo abituati.
Già nel 2017, proprio a Parma, avevo notato l’Hymer Van e avevo previsto che quella tipologia potesse avere futuro: la compattezza di un furgonato, ma con un po’ di spazio in più. All’epoca non era stata capita, ma poi è esplosa la moda della vanlife. Oggi, forse, stiamo tornando a soluzioni più pratiche e vivibili.








Più che camper: persone
Per me, però, il Salone del Camper non è solo esposizione di mezzi. Alla prima edizione ci andai per curiosità, ma già dopo pochi anni la vera ragione per tornare sono diventati gli incontri.
Rivedere persone come Stefania e Giuseppe, fondatori del club Tanta strada in camper, è sempre un piacere. Oppure salutare amici conosciuti grazie ai social, come Marzia e Lorenzo di Vacanzelandia, Alessandro di Arcadia on the Road, Francesca ,Massimo di Smoove e tanti altri.



La bellezza è proprio questa: ognuno arriva da esperienze diverse, ma ci unisce la stessa passione. Alla fine, i camper sono solo strumenti: ciò che conta sono i viaggi e le emozioni che ci permettono di vivere.
E sì, ci si affeziona anche ai mezzi. Io e Lucy stiamo pensando di vendere il nostro Mulon per passare a qualcosa di nuovo e sinceramente il cambio non e facile proprio per quello che ci ha regalato in questi anni e km . Ma non vi anticipo nulla: se andrà in porto, ve lo racconterò presto.

Un’edizione un po’ spenta
Devo ammettere che quest’anno ho trovato il Salone un po’ povero e privo di emozione. Alcuni spazi erano vuoti, mancavano costruttori e, in generale, l’impressione era che mancasse una direzione chiara.
Secondo me servirebbe un cambio di passo: workshop pratici direttamente negli stand, momenti formativi su come usare al meglio i mezzi, spazi multimediali con viaggiatori che raccontano le loro esperienze dal vivo. Non solo esposizione, ma un’esperienza vera per chi visita.
Creatori di contenuti in calo
Un’altra differenza rispetto al passato è stata la minor presenza di creatori di contenuti. Negli anni scorsi c’era più entusiasmo e collaborazione, oggi molto meno.
Purtroppo, lo sappiamo: nel mondo della vanlife si è persa un po’ di magia, sostituita dal business e dalla corsa ai contenuti. Io ne sono uscito, e devo dire che ora vivo i miei viaggi e la mia vita con molta più serenità.
Il senso di tornare
Alla fine, il Salone del Camper resta un evento che ognuno vive in modo soggettivo. Per me non è più tanto questione di mezzi, ma di persone e confronto.
E sì, ci tornerò anche il prossimo anno. Perché ogni edizione, anche se a volte è solo una toccata e fuga, mi lascia sempre qualcosa: un’amicizia ritrovata, una nuova conoscenza, uno scambio che arricchisce.
Alla prossima edizione, e… a presto con un nuovo articolo.
Max


