Vivere in van o in camper ha sicuramente tanti pro ma anche tanti contro. È un tipo di vita alternativo e in questo articolo ti voglio raccontare la mia esperienza dopo tanti anni vissuti on the road.

Inizio subito col dirti che non è una vita per tutti, quindi diffida da chi ti dice e ti fa vedere solo il bello.

Nei ultimi anni sopratutto a causa della pandemia è scoppiata una moda riguardo alla vanlife e tantissime persone sono andate a vivere in camper o van, con tutto quello che ne consegue. Molti raccontano la loro vanlife sui vari social e hanno aperto canali YouTube.

Ma come avevo previsto tempo fa, questa bolla che si è creata si sta piano piano sgonfiando ed il motivo è semplice e prevedibile: siamo tornati alla normalità. Coloro che sono andati a vivere in camper ed hanno scoperto che non fa per loro stanno ad esempio tornando tre le quattro mura e vendendo i loro veicoli.

Vivere su un mezzo ha i suoi tanti lati positivi e tanti negativi, e voglio partire proprio da questi ultimi.

  • Sosta per la notte e sicurezza
  • Gestione delle risorse
  • Vivere in un ambiente ristretto
  • Guasti del veicolo
  • La lontananza da famiglia e amici

Innanzitutto bisogna premettere che se la tua idea e quella di iniziare questo tipo di vita e non hai mai provato a viaggiare in camper, ti consiglio di prenderne uno a noleggio (magari in bassa stagione) per un paio di volte per capire se può piacerti.

Nel caso decidi di optare per questo stile di vita alternativo tieni sempre un piano B di riserva, come ad esempio quello di non abbandonare definitivamente la tua casa, perché non si sa mai cosa può succedere nella vita.

Ho visto tanti vantarsi di aver fatto la residenza senza fissa dimora e lasciare la loro casa per sempre per vivere solo in camper. Personalmente non sono d’accordo. Ciò può andare bene per i giovani, ma per persone come me, che hanno superato i 50 anni, è meglio tutelarsi.

Io e Lucy abbiamo voluto tenere il nostro appartamento in affitto. Sappiamo essere un costo dato che a casa non ci siamo mai, ma sono successe delle situazioni in cui è stato utile averlo ed è stata la soluzione vincente. Poi ognuno è libero di fare quello che meglio crede.

Sostare per la notte e sicurezza

Oggi grazie ad alcune applicazioni abbiamo degli ottimi aiuti per trovare i luoghi per pernottare con il camper.

A volte, però, può capitare che queste apps suggeriscano posti non idonei. Tante cose cambiano nel tempo e bisogna fare attenzione ad esempio a nuovi divieti, nuove direttive per la sosta o a posti diventati nel frattempo poco sicuri o che sono stati chiusi.

Ovviamente sto parlando solamente a chi ha intenzione di praticare la sosta libera, mentre per chi si sente poco sicuro la cosa migliore è andare in un’area sosta attrezzata o in un campeggio.

Quello che posso consigliarti dopo anni di esperienza è di ascoltare la tua “vocina interna” e cercare di captare se il posto ti fa sentire tranquill* oppure no.

Mi è capitato delle volte di fermarmi in qualche area descritta sull’applicazione come affidabile, ma io ho preferito proseguire perché percepivo qualcosa che non andava.

Un altro consiglio che ti do è quello di arrivare sul posto sempre con la luce del giorno per vedere bene se è sicuro. Segnali come spazzatura, trascuratezza ecc., possono farti capire che può essere poco prudente fermarsi.

Comunque non preoccuparti, nel tempo acquisirai una certa esperienza che ti farà capire dove è meglio sostare.

Gestione delle risorse

Questo è un punto un po’ dolente per tantissimi che entrano a far parte del mondo del plein air. I più credono di essere dentro una casa e non in un camper/van.

A meno che non si è dentro una struttura attrezzata e collegati alla rete elettrica, bisogna mettersi in testa che occorre risparmiare il più possibile l’acqua e l’energia elettrica.

Per quanto riguarda l’acqua credo che si dovrebbe limitarne lo spreco anche a casa, visto che purtroppo non ne abbiamo tantissima a disposizione e negli ultimi anni sta diventando per il pianeta un grosso problema.

Allora come possiamo risparmiare acqua nei nostri camper visto che mediamente i serbatoi hanno una capacità di 100/120 litri?

Qualcuno potrebbe dire: “aggiungo un altro di serbatoio”. Ma non è il caso in quanto si rischia di andare al di fuori del limite di peso dei camper che è di 35 quintali, che si possono superare solo nel caso di un veicolo omologato oltre questa soglia e se si possiede la patente di categoria C.

Io e Lucy facciamo così:

  • quando ci laviamo i denti e il viso utilizziamo acqua per la quantità di un bicchiere
  • per la doccia, sia per comodità che per risparmio, usiamo due flaconi da un litro

Se vuoi usare invece la doccia del camper sarebbe meglio: bagnarsi, chiudere l’acqua per insaponarsi per poi riaprire il rubinetto e risciacquarsi. La stessa procedura va utilizzata per il lavaggio delle stoviglie.

Con questi piccoli accorgimenti non puoi immaginare quanta acqua si risparmia. In primis si fa un favore all’ambiente, ma sopratutto serve a non restare senza in zone dove non c’è un punto di carico o qualche fontanella.

Quest’ultimo è un altro lato negativo; non sempre è facile trovare un punto camper service o una fontanella (in inverno la maggior parte sono chiuse per evitare che l’acqua ghiacci).

Per darti un’idea, il nostro serbatoio è di 90 litri e riusciamo a farceli bastare 3/4 giorni.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, come sai, normalmente i nostri camper hanno batterie supplementari, dette anche batterie dei servizi. Queste servono a gestire le utenze della nostra casa su ruote. Pensa a tutte le prese USB, le luci, la pompa dell’acqua e eventualmente un inverter che serve a trasformare l’energia da 12V a 220V.

Anche Webasto, riscaldatori a gasolio e la stufa, assorbono un po’ di energia. Negli anni ho visto sempre abusare di questa risorsa e il più delle volte le persone rimangono a secco dopo poche ore di utilizzo delle varie utenze.

Oggi c’è la nuova tecnologia delle batterie al litio che riescono a donare un bel po’ di energia in più. Si caricano velocemente e si possono utilizzare per l’intera carica (da 0 a 100%) ma costano molto di più rispetto alle batterie AGM o al Gel. In ogni caso l’energia non è infinita come a casa, per cui evita di tenere accese luci inutilmente, se puoi non utilizzare macchine elettriche come quella per fare il caffè. Goditi la vera essenza della vita on the road e dei paesaggi che ti circondano stando il più possibile all’aria aperta.

Sul nostro van riusciamo ad avere 3 giorni di autonomia senza muoverci, grazie a una batteria con tecnologia AGM da 100 ampere e un impianto fotovoltaico costituito da un pannello solare da 75 watt. Non abbiamo mai problemi di energia perché spostandoci ogni 2 o 3 giorni l’alternatore del motore ricarica la batteria.

Se vuoi quindi risparmiare ancora di più ti consiglio di sostituire tutte le lampadine del camper con quelle a led che consumano poco. Se hai un riscaldatore a gasolio poi, avvialo a motore acceso, perché proprio durante l’accensione ha bisogno di più energia.

Tendenzialmente noi quando siamo in Italia nel periodo invernale accendiamo il Webasto la sera verso le 17/18 e lo spegniamo intorno le 21/22; preferiamo dormire con il fresco. La mattina successiva lo riaccendiamo per un paio d’ore e durante il giorno è sempre spento, se non in casi particolari come pioggia o temperature bassissime.

Io e Lucy comunque difficilmente stiamo chiusi in van per tante ore. Siamo sempre fuori a goderci il paesaggio o altro, quindi non ha senso tenere acceso il riscaldamento. Tieni conto che per riscaldare l’intero van ci vogliono pochi minuti.

Questi piccoli accorgimenti fanno la differenza nel tempo e, credimi, restare senza energia non è bello, sopratutto nei periodi freddi.

Vivere in un ambiente ristretto

In camper non non possiamo permetterci di avere il superfluo visto gli spazi ristretti. Devi liberarti di tutto quello che non ti serve e portare con te solo l’essenziale. Non immagini come si vive bene nel minimalismo.

Nel caso di vita in camper in coppia sorge un altro problema. Quando si vive per lunghi periodi 24 ore su 24 in un ambiente così piccolo può succedere qualche screzio. Non si ha modo di stare in spazi separati e sbollire la rabbia. Per questo non credere a tutto quello che ti dicono o ti fanno vedere in merito a coppie sempre felici. Le discussioni capitano a tutti.

Anche a noi capita di litigare per vari motivi, ma il vantaggio sta nel fatto che si risolve tutto al più presto perché non si ha un posto dove starsene da soli. Al massimo uno dei due esce a fare un giro.

Guasti del veicolo

I guasti al veicolo sono una fonte di stress per tanti che hanno poca manualità nel fai da te. Come a casa, anche un veicolo ricreazionale ha i suoi problemi dovuti a guasti motore o rotture di elementi della cellula abitativa. Ciò succede di frequente perché questi mezzi sono stati studiati per essere vissuti pochi giorni l’anno e non per anni tutti i giorni.

Per quanto riguarda il motore, la gran parte dei mezzi sono abbastanza affidabili e facendo manutenzione ordinaria difficilmente hanno problemi.

Pensa che il mio Vecio (il vecchio furgone) continua a viaggiare per l’Europa senza problemi nonostante i sui 400.000 km.

La cellula abitativa invece è quella più soggetta a diversi guasti dovuti all’usura dei vari elementi. Un esempio può essere la rottura della pompa dell’acqua (mi e capitato il primo di gennaio 2023), che può provocare perdite o allagamenti. Oppure possono rompersi le zanzariere, gli oscuranti, le ante dei mobili, ovvero tutti quei componenti che si usano quotidianamente.

Cose che, se non sia ha un minimo di manualità nelle riparazioni, può creare stress, e affidarsi ad uno specialista può essere dispendioso.

Ti consiglio fin da ora di guardare qualche tutorial su YouTube per imparare qualche trucchetto per la manutenzione del camper o la riparazione dei guasti. Tieni sempre una piccola cassetta degli attrezzi. Ah, e compra anche del nastro americano, quello telato per interderci; ti aiuterà in tantissime piccole situazioni.

La lontananza dalla famiglia e amici

Questo e un punto che ho voluto tenere per ultimo in quanto è un argomento abbastanza soggettivo.

Io, da sempre, non ho mai avuto questo problema sinceramente. Un po’ a causa del mio attuale lavoro e di quelli precedenti che mi hanno portato sempre a viaggiare, e un po’ per carattere .

Negli ultimi anni, grazie alle tecnologie di cui disponiamo, le lontananze si sono accorciate tantissimo. Ricordo ancora quando partivo e nessuno sapeva niente di me, a meno che non mi fermavo in una vecchia cabina telefonica per chiamare e raccontare il tutto.

Negli anni ho visto tante persone andare a vivere on the road oppure cambiare paese perché era il loro sogno, ma poi dopo un periodo di lontananza, sono tornati sui loro passi. La mancanza della famiglia si faceva sentire. Quindi prima di buttarti in un progetto di vita diverso dal normale rispondi a domande come: “Sono capace di resistere tanto furori dalla mia zona di confort?”,” Posso stare lontano da parenti e amici?”, “Mi basterà una semplice telefonata?”, “Mi mancheranno le mie abitudini?”. Ti consiglio veramente di fare queste considerazioni; ne va del tuo equilibrio personale.

Finalmente ora tocca ai lati positivi della vita in camper.

  • La libertà e il tempo per se stessi
  • Lavorare da remoto
  • Mettersi in discussione
  • Vita meno dispendiosa

La libertà e il tempo per se stessi

Una cosa che più ho apprezzato del vivere in van/camper è il fatto di trovare un equilibrio interiore e con il mondo che è sempre più frenetico.

Vivendo tanto fuori all’aria aperta si riesce a stare bene con se stessi e lo puoi capire quando vivi il tuo periodo di ferie. Si è più rilassati e decisamente meno nervosi, si ha voglia di fare e di divertirsi con le persone che si amano e ci si dimentica dei problemi e del lavoro. Solo che queste hanno un tempo molto limitato.

Il senso di libertà, poi, è pazzesco. L’orologio praticamente non esiste e fai ciò che vuoi quando vuoi e non ad orari prestabiliti. Personalmente da quando vivo in camper non soffro più di gastrite e direi che è un gran bel risultato.

Tante persone pensano che avere tanto tempo libero vuole dire annoiarsi, ma non è così. Per quanto ci riguarda siamo super presi dalle mille opportunità che ci capitano come passeggiare, fare sport o leggere un libro e soprattutto creare questi contenuti da condividere con te sulle varie piattaforme social.

Insomma tante cose che nelle vita di tutti giorni è praticamente impossibile fare e lo capisco. Per questo mi ritengo super fortunato professionalmente parlando, perché non sono costretto a lavorare tutto l’anno e cadere nel “tranello” della vita che scorre velocemente senza che ce ne rendiamo conto e non facciamo quello che ci fa stare bene. Sinceramente credo che sia un peccato che l’umanità sia arrivata a questo punto.

Lavorare da remoto

Ed ora parliamo di un argomento delicato: il lavoro. Anche se si vive in un camper bisogna avere un’entrata. L’ideale per vivere viaggiando sarebbe quello di avere un lavoro da remoto. Purtroppo in tanti ne parlano con leggerezza come se fosse facile trovarlo o qualcuno si permette addirittura di offendere le persone che lavorano. Sia chiaro, si può vivere in camper anche con un lavoro “classico” che però ti porta ad essere stanziale.

I lavori da svolgere da remoto sono tantissimi ma tutti di nicchia come ad esempio web designer, fotografo, videomaker, blogger, ecc. Così come anche lavorare con Youtube monetizzando i video.

In questi anni ne ho viste e sentite di tutti colori comprese persone che dicono di campare con 250 euro al mese. Secondo me quella non e una scelta ma solo una situazione poco piacevole che costringe una persone a vivere in camper.

Capisco chi è povero o ha avuto circostanze difficili e il camper può essere una soluzione temporanea fino a che non ci si rialza dalla batosta che la vita gli ha inflitto. Ma questo tipo di vita che ti dà la possibilità di scoprire questo meraviglioso mondo, dovrebbe essere una scelta consapevole e di conseguenza le ruote del camper devono girare, magari anche per pochi km ogni 2/3 giorni.

Per quanto mi riguarda io sono riuscito a trovare un equilibrio negli anni. La recente pandemia ha scombussolato un po’ i miei piani, come a tutti del resto, ma pian piano sto tornando ai livelli di prima. Ho la fortuna di lavorare nei campi degli eventi, dello spettacolo e del fieristico .

Quest’ultimo lo prediligo perché mi da l’opportunità di lavorare solo in alcuni periodi dell’anno: in autunno e in primavera. Potrei lavorare anche nel periodo estivo, ma a meno che non sia super vantaggioso a livello economico, preferisco partire e dedicarmi ad altre forme di entrate economiche come le foto, i video, la grafica e il blogging. Il web ci da tantissime possibilità.

Viviamo in un periodo storico spettacolare dove con un pò di fantasia e conoscenza minima della tecnologia si può riuscire a vivere dignitosamente. Non si diventa ricchi, a parte qualche caso ,ma si campa.

Esistono anche altri lavori che permettono di viaggiare e sono quelli stagionali a tempo determinato come la raccolta della frutta/verdura in diversi paesi europei oppure durante la stagione estiva in ristoranti, locali e alberghi. Le opportunità sono davvero tantissime.

Ti auguro di cuore di riuscire a trovare la tua strada come sono riuscito a fare io. Ne guadagnerai sotto tanti aspetti: scoprire posti sempre nuovi, culture diverse dalla nostra, cibi diversi e conoscere un sacco di persone.

Come dico sempre le ruote del mezzo devono girare. Non serve fare tantissimi chilometri giornalieri anche perché ogni angolo di questo mondo nasconde qualcosa di bello.

Viaggiare serve ad apprendere cose che neanche i libri ci insegnano, ma sopratutto serve a farci migliorare come persone perché imparando si cresce. La strada è la migliore scuola di vita.

Mettersi in discussione

Vedo che al giorno d’oggi mettersi in discussione è diventata una cosa pesante. Si è abituati a restare nella propria zona di confort.

Vivendo on the road queste convinzioni vanno a sparire, perché pian piano si va a perdere la paura dell’ignoto e si impara a gestire nuove realtà.

Se vai fuori dai confini nazionali e non sai la lingua non ti bloccare. Prova comunque a comunicare e man mano imparerai a farti capire, magari con i gesti le prime volte, ma poi impari qualche parola di uso quotidiano.

Se prima non sapevi tenere neanche un cacciavite in mano vedrai che mettendoti di impegno nel riparare qualcosa impari come fare la manutenzione base del tuo camper. Rimango sempre affascinato quando incontro ragazze sole che mi raccontano la loro storia e hanno imparato ad usare anche vari attrezzi. Potrei farti tantissimi altri esempi ma lascio volare la tua immaginazione.

Vita meno dispendiosa

Una cosa che ho imparato fin da subito e il valore dei soldi. Oggi siamo bombardati da mille informazioni e si vive di consumismo. Ci spingono a comprare qualsiasi cosa, anche futile.

Nell’ultimo anno le cose sono cambiate in peggio per tutti: la crisi, la disoccupazione, il costo della vita aumentato.

Ti posso assicurare che questo stile di vita non è cosi dispendioso come si pensa. Ovviamente tutti hanno un budget, grande o piccolo che sia, ma si può vivere veramente con poco.

La spesa più grossa nel nostro caso, è quella per il carburante per il fatto che ci spostiamo tantissimo. Abbiamo voglia di scoprire sempre nuovi luoghi, ma per il resto riusciamo ad economizzare e non sprecare soldi.

Facciamo la spesa ogni due/tre giorni con un budget di 15 euro al giorno, e una o due volte al mese ci concediamo anche una pizza o una cena al ristorante, ma soprattutto non spendiamo i nostri soldi per cose poco importanti.

Insomma bisogna cambiare mentalità e non farsi influenzare dalla TV e dal web.

Per concludere…

… spero di non essere stato troppo negativo nell’esporre i contro della vita in camper, ma neanche troppo entusiasta per ciò che riguarda i lati positivi. Ribadisco che sono solo le mie considerazioni dopo anni trascorsi on the road con vari mezzi.

Per me è stata la miglior scelta che potessi fare; mi ha donato tantissimo sotto vari aspetti sia personali che professionali. Si professionale, perché questo stile di vita mi ha dato una marcia in più nel trovare le soluzioni alle problematiche che si presentano sul lavoro e a non abbattermi mai.

Mi piacerebbe sapere la tua opinione o la tua esperienza. Lasciami pure un commento sotto questo articolo. Se vuoi approfondire un argomento sulla vanlife che ti interessa sarò lieto di scrivere un articolo in merito.

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Max

Max

Sono operatore dello spettacolo e tecnico video freelance. Insieme a Lucy viaggiamo a bordo del nostro van alla scoperta di posti nuovi e condividiamo le nostre avventure con articoli e video.

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4 commenti

  1. Ciao Max, gran bell’articolo, come del resto i tuoi (vostri anzi, mica che poi la Lucy ha da ridire) !! Hai davvero la straordinaria capacità di spiegare le cose con semplicità e sicuramente sarà d’aiuto a molte persone. Io in prima persona che sto approcciando il mio progetto, in attesa che arrivi sto benedetto Van. Nonostante ci sia una gran voglia di mettersi alla guida è sicuramente fondamentale sapere bene cosa si sta facendo e bisogna darsi tutto il tempo necessario prima di “partire” per uno stile di vita diverso.

    1. ciao ti ringrazio e un gran in bocca al lupo per il tuo progetto.

  2. Ciao max non ho la tua esperienza ma mi sono ritrovato in molte cose che scrivi.Posseggo un van e cerco di seguire il mio istinto.Ognuno è diverso e avere un pieno b è fondamentale sempre ancora di più x “noi” sopra i 50.Ciao

    1. Ciao mauro eccomi qui e scusami per risposta tardiva. Seguilo sempre il tuo istinto e vedrai che non sbaglierai e se per caso capita hai fatto una nuova esperienza . Buona strada a te e grazie ancora

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