La mia esperienza con la Vetroresina

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Ciao a tutti! Dopo mesi di assenza dal blog eccomi qui con un nuovo articolo. Quest’oggi vi parlerò della mia esperienza dei giorni scorsi nel lavorare la vetroresina per la riparazione del pavimento del bagno di Giunior.

Devo ammettere che prima di metterci le mani ero un po’ preoccupato in quanto era la prima volta che lavoravo con questo tipo di materiale, ma poi studiando un po’ la materia sul web (santo google: cosa impensabile qualche decennio fa a trovare tutto cosi velocemente ) mi sono messo al lavoro.

Nei giorni precedenti avevamo fatto fare il controllo delle infiltrazioni in tutto il camper scoprendone una sul tetto che abbiamo provveduto a far riparare immediatamente approfittando anche dal fatto che in questo periodo siamo fermi causa restrizioni Covid. Tutto il resto del camper risultava ok.

In alcune zone del pavimento del bagno però, si vedevano delle spaccature e alcune parti tendevano a cedere, visto che la base sotto la plastica è fatta di una sorta di polistirolo compresso che con gli anni tende a perdere forza. Quindi quello che sarei andato a fare era solamente un operazione di prevenzione e rinforzo della base prima che l’acqua iniziasse ad entrare e a fare i danni che noi tutti conosciamo. Per evitarli mi sono messo alla ricerca di soluzioni in modo da non dover per forza smontare tutte le pareti del bagno per cambiare il pavimento, che a dire il vero costa tempo e soldi, ed alla fine la mia scelta e caduta nel uso della vetroresina.

Per prima cosa mi sono messo a pulire e sgrassare tutto il pavimento e dopo di che ho praticato dei fori nei punti dove il pavimento tendeva a cedere, questo perché con l’aiuto di una schiuma bicomponente poliuretanica sono andato a riempire tutto il vuoto che si trovava sotto la base del pavimento. Questa schiuma non è altro che del polistirolo espanso, solo che invece di essere in formato spray, come tanti che si trovano in commercio, si prepara in dosi dato che è in forma liquida.

Una volta fatta questa operazione di riempimento ho aspettato fino alla mattina seguente finché il tutto fosse ben asciutto. La fase successiva è stata quella di tagliare con un cutter tutto il materiale in eccesso, e ho testato la tenuta del pavimento con il mio peso ed il risultato era eccezionale. Non cedeva niente.

Dopo di che ho steso il panno per la resina, prendendo bene le misure e tagliando dove serviva. Credetemi, ero un po’ preoccupato per questo procedimento e quello successivo in quanto era la prima volta che utilizzavo questi materiali, perché se per caso avessi sbagliato non sarebbe stato facile sistemare gli errori.

Quindi, dopo aver preparato i pezzi di panno che mi servivano mi sono messo a carteggiare il pavimento con una carta da 80 a secco. Questo perché rendendo il tutto poroso la resina sarebbe penetrata meglio e avrebbe aderito di più.

Il lavoro grazie al cielo procedeva spedito accompagnato anche dalla buona musica di una radio spagnola che ascolto quotidianamente. Poi ho iniziato a preparare la resina bicomponente con le seguenti dosi:

Resina: 100 parti in peso

Catalizzatore: 50 parti in peso

Fatta anche questa operazione ho versato il composto in un contenitore unico e per 2- 3 minuti ho mescolato finché non si è amalgamato per bene il tutto che ho poi steso con l’aiuto di un pennello su tutta la zona interessata.

In ogni caso state tranquilli, potete fare con calma perché avete circa 50 minuti di tempo prima che si indurisca il composto, sempre se le dosi sono state fatte correttamente.

Dopo aver steso la resina ho preso il panno preparato precedentemente e posandolo ho continuato con il pennello a stendere la resina fino a fare impregnare bene il tutto. Finita anche questa operazione bisogna attendere almeno 12 ore per l’indurimento apparente con una temperatura di 25 gradi, mentre perché si asciughi del tutto ci vogliono 72 ore.

La mattina seguente sono tornato a vedere il risultato: ero veramente soddisfatto anche se qualche difetto sotto forma di bolle d’aria mi ha rallentato il lavoro, e quindi prima di poter passare alla verniciatura, ho dovuto bucare le bolle d’aria e carteggiare per portare tutto a livello e ripetere l’operazione del giorno precedente.

Il giorno dopo finalmente era tutto apposto e quindi sono potuto passare alla fase della verniciatura. Tra i tanti prodotti in commercio ho scelto uno smalto per imbarcazioni in quanto credo che in questo settore i prodotti siano molto validi, per il fatto le barche sono sempre a contatto con l’acqua.

Anche in questo caso mi ritrovavo con un prodotto bicomponente quindi ho dovuto preparare e mescolare per bene le dosi consigliate per poi finalmente iniziare a verniciare il pavimento. Finita questa operazione mi sono fermato fino al giorno seguente per far si che si asciugasse bene e poter dare una seconda mano in modo da coprire il panno di resina.

Il giorno dopo ho dato una leggera carteggiata per poi passare la seconda mano e già li iniziavo a vedere il risultato finale, che in quel momento mi soddisfaceva: un bel bianco nuovo e sopratutto lucido. Ormai ero alla fine di questo lavoro che mi aveva portato via qualche giorno, ma la conferma l’avrei avuta la mattina seguente guardando il lavoro asciutto. Non c’è stato bisogno di una ulteriore mano di smalto.

Che dirvi è stata una nuova esperienza che mi ha fatto conoscere una cosa nuova, sicuramente agli occhi di un professionista ci saranno dei difetti più che altro dovuti all’estetica in qualche punto, ma sono contento ed entusiasta lo stesso perché non mi sono fermato alla prima difficoltà ed ho voluto provarci.

Bene amici miei non mi resta che salutarvi sperando di esservi stato utile, condividendo la mia esperienza e per chiudere vi voglio dare un consiglio: se non siete in grado o non siete portati per i lavori manuali non iniziate nemmeno. Portate direttamente il vostro mezzo da un professionista dove al momento potrà anche sembrare un’operazione molto costosa, ma se per caso sbagliate vi potrà costare molto di più in futuro in quanto l’acqua non guarda in faccia nessuno e se trova un passaggio è finita per il vostro amato mezzo.

Vi ringrazio per aver letto fin qui l ‘articolo e vi mando un saluto.

Max.

Testo di Max il Veciovanlife

Corretto da Lucy

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