Un’alternativa ai divieti di sosta: il modello 72 ore. Ciao amica/o, oggi voglio parlarti di una situazione che seguo da anni: la nascita continua di nuovi divieti di sosta per camper e van.
Prima di iniziare, mi presento: sono Max, freelance nel settore dei video e appassionato di viaggi e avventure fin da ragazzo. Da 12 anni vivo la vanlife, uno stile di vita basato sulla libertà.

Libertà: bella parola. Ma sto vedendo che sarà sempre più difficile viverla. Le notizie che arrivano dagli USA mi fanno paura: lì sono nate leggi contro i senzatetto che, purtroppo, colpiscono anche chi ha scelto di vivere in un mezzo proprio, con un lavoro e un reddito, senza creare problemi alle comunità locali. L’America è spesso estrema, ma questa volta stanno esagerando sotto la scusa della sicurezza.
Guardando all’Europa, la situazione non è molto diversa. La Grecia è il caso più estremo, ma anche in Nord Europa e in altri paesi i divieti aumentano. La domanda è: va bene mettere divieti, ma le alternative dove sono?
Dal 2020, lo stile di vita in van è esploso. Purtroppo, non tutti si sono comportati bene nei confronti dei luoghi visitati. Ho raccontato spesso, nei miei video, di comportamenti poco rispettosi, come lo scarico a terra delle acque grigie. Le amministrazioni hanno reagito togliendo aree di sosta gratuite o introducendo tariffe non sempre economiche.
La situazione non è facile, lo capisco. Ma cosa possiamo fare? Io ho un’idea di progetto che voglio condividere, ma prima ti dico cosa succederà se i divieti e i costi aumenteranno:

Innanzitutto, le persone perderanno la libertà che questo stile di vita offre e saranno costrette a vendere tutto. Ma ci sono persone che non fanno solo vacanza, vogliono vivere così. Togliere loro questa possibilità significa negare il diritto di scegliere una vita che li rende felici. Io, per esempio, starei male a vivere in una casa normale, mi sentirei prigioniero. Vivo in un van, piccolo, con i suoi disagi (freddo, caldo, non sempre coibentato bene), ma questa vita mi fa sentire vivo e in pace con me stesso.
Se la gente si stufa e vende tutto, si ferma un’economia pazzesca: costruttori di camper, officine, venditori, operatori turistici, campeggi. Ecco perché serve trovare una soluzione prima che diventi un disastro sociale.
Ecco la mia idea: ogni città o paese dovrebbe attrezzarsi con nuove aree di sosta, possibilmente finanziate con fondi europei, statali, regionali o provinciali. Ogni area dovrebbe avere un numero di posti proporzionato alla dimensione del territorio, con un tetto massimo di sosta di 72 ore.
Dopo 72 ore bisogna uscire, e si può tornare non prima di 10 giorni. Questo controllo dovrebbe essere affidato alle forze dell’ordine.
Le aree devono essere complete di tutto: carico e scarico acque, corrente elettrica, raccolta differenziata, videosorveglianza per controllare la sicurezza. La pulizia andrebbe garantita ogni due giorni, perché purtroppo ci sarà sempre qualcuno che non si comporta bene.


Per rendere il sistema sostenibile, potrebbero esserci due soluzioni pratiche: un ticket unico di 10 euro per 24 ore, come già applicato, per esempio, nella nuova area di sosta di Gorizia, che include parcheggio, corrente elettrica, carico e scarico, oppure la possibilità di parcheggiare gratuitamente e pagare solo per i servizi utilizzati, come avviene presso l’area sosta della fabbrica di camper in Germania, dove la sosta è gratuita ma si paga 0,50 € per corrente e scarico acque.
Questo sistema creerebbe un ricambio continuo di persone e mezzi, garantendo sicurezza e pulizia. Inoltre, i soldi spesi dalle persone nei paesi aiuterebbero l’economia locale: una cena, una colazione, la spesa al supermercato.
Chi ama spostarsi spesso può così continuare a farlo, mentre chi preferisce la stabilità può scegliere i campeggi, da quelli economici a quelli più attrezzati.
Prima di chiudere, voglio dire due parole su chi è costretto a vivere in un camper per necessità. Secondo me ci sono due possibilità:
Trovare loro un posto dove vivere con il mezzo, con aiuti mirati. Offrire a queste persone un’opportunità di lavoro come custodi o addetti alle pulizie delle aree di sosta.
Sì, serve un compenso, ma i ricavi dei ticket e dei servizi potrebbero coprirlo. Meglio qualcosa che niente, così possono ripartire.
Ecco, questo articolo è forse un po’ polemico, ma credo di aver dato degli spunti per migliorare una situazione che sta diventando complicata. Togliere a chi vuole vivere in modo alternativo ma onesto questo stile di vita significa togliere libertà e opportunità di felicità.

A presto con un nuovo articolo,
Max il Vecio


Ciao.E’ una proposta condivisibile ma la questione è che c’è una volontà precisa di limitare la circolazione delle persone partita come prova generale dal Covid.Negli Stati Uniti penso che “presto” quel personaggio sarà fuori ma non credo che cambierà molto.Basta vedere l’integralismo della California. Ora.parlano di over turismo e sono ulteriori segnali per bloccare la mobilità.Over turismo anche perché 80% delle persone può muoversi 15 giorni ad agosto e per chi lavora in aziende non ci sono alternative in quanto non si pensa neanche a rimodulare un mercato del lavoro. Vedremo ma penso che il settore è non solo questo non avrà un gran futuro seppure le fiere di settore sono piene di gente che vanno più forse a farsi un giro.Saluti
👍
Ottime idee il problema è farlo capire alle istituzioni , mandi
Eilà ciao vedremo in futuro , comunque sembra dalle ultime notizie dal salone che verranno costruite nuove aree in Italia . Comunque messaggio arrivato senza problemi . Mandi mandi