Monte Grappa – Un trekking tra natura e memoria. Paesaggi mozzafiato e tracce della Grande Guerra. Un viaggio nel cuore della storia.
Oggi non voglio dare consigli sulla VanLife, ma raccontarvi di un piccolo trekking in un posto particolare, un luogo che vi consiglio di visitare almeno una volta nella vita.
Ah, ma non vi ho ancora detto dove si trova questo posto: il Sacrario del Monte Grappa, a cavallo tra le province di Treviso e Vicenza.

Era già da un po’ che pensavo di andarci, ma per un motivo o per l’altro non riuscivo mai a trovare il momento giusto. Poi, in questi giorni, ho sentito dentro che era arrivato il tempo di farlo. Lo dico perché certe cose bisogna sentirle, come un richiamo.
Una delle cose che adoro del viaggiare in van – o con l’auto camperizzata – è che a ogni partenza non sai mai davvero cosa succederà. Non sai dove andrai, se ti fermerai per un giorno o per più tempo. Tutto è lasciato al caso. E questa libertà… non ha prezzo.

Poter gestire il proprio tempo senza un orologio o qualcuno che ti dice cosa fare, oggi è un lusso. E purtroppo, nella società moderna, pochi se lo possono permettere.
Così mi metto in viaggio, lungo la statale che da Belluno porta a Feltre. A un certo punto prendo a salire – se non ricordo male, era la Strada Regionale 148 – una salita ricca di boschi e panorami mozzafiato.

Unica nota negativa: qualche motociclista che credeva di essere in pista. In un paio di occasioni ci siamo quasi sfiorati… Fortuna che erano pochi. A loro dico: andate in pista, non in montagna!
Arrivo finalmente in cima, ai piedi del Sacrario. Ma con mia delusione, trovo un fiume di persone e nemmeno un parcheggio disponibile.
Mi dico: “E che cavolo… neanche qui si può stare in pace!”.
Ma poi ci ripenso: al mare c’è caos e soprattutto un caldo insopportabile, quindi in molti vengono qui al fresco. Non tanto per il sacrario, quanto per respirare un po’.
Così faccio marcia indietro. Per fortuna, cinque chilometri prima, avevo notato dei piccoli spazi a bordo strada con panorami spettacolari. Decido di fermarmi lì, mangiare qualcosa, e magari tornare al sacrario verso le 18.


Parcheggio, mangio, e nemmeno mezz’ora dopo… arriva un temporale. “Azz… sembra proprio che oggi non sia giornata”, penso.
Ma decido di restare lo stesso, sperando in un cambiamento.



Dopo pranzo mi concedo un bel pisolino. Anzi, più di uno: dormo quasi tre ore! Ma questi pisolini, che ho imparato ai tempi del militare, mi permettono poi di restare sveglio fino a tardi. E sono proprio quei momenti in cui riesco a scrivere articoli come questo, o a creare contenuti per il canale YouTube.
(Ah, per i nuovi lettori: andate a dare un’occhiata anche lì!)
Dormire con il suono della pioggia che batte sul tetto… è un’esperienza meravigliosa.
Quando mi sveglio, vedo un piccolo raggio di sole farsi spazio tra le nuvole, che grazie a un vento leggero iniziano ad aprirsi.
Intanto noto dei sentieri lungo il fianco del monte. Controllo le mappe e con piacere scopro che portano al Sacrario in circa 50 minuti di cammino.
Mi preparo: scarponcini, zaino con qualche cosa d’emergenza, borsa stagna… e si parte!
La salita comincia subito a farsi sentire, ma il panorama è sempre più spettacolare. Vedo il van in lontananza, sempre più piccolo.


A un certo punto, sento un rumore forte: passi pesanti. Mi giro di colpo, e con la coda dell’occhio vedo un capriolo… o qualcosa di simile.
Più tardi, grazie a mia madre, scopro che si trattava di un camoscio.
E poco dopo ne vedo altri. Un’emozione incredibile! Non ne avevo mai visti così da vicino. Ovviamente cerco di fare qualche foto e video, in punta di piedi, sperando di non spaventarli. Ma loro… niente. Mi guardavano con calma, curiosi, tranquilli.




Mi sono sentito come un bambino, libero in mezzo alla natura, in compagnia di animali liberi anche loro.
Ma purtroppo, da lì a poco, le cose cambiano.
Lungo il sentiero comincio a vedere delle lapidi. Tanti nomi di giovani soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
Tutto il mio umore cambia.
Cado in una spirale di pensieri: perché tutta questa violenza? Perché queste morti? E soprattutto: a cosa è servito, se oggi – dopo più di 100 anni – il mondo è ancora pieno di guerre?
Lo dico sinceramente: credo che dietro ogni conflitto ci siano sempre interessi economici. E che l’uomo, purtroppo, non cambierà mai.
Continuo a salire con questi pensieri in testa.
Cerco di immaginare cosa hanno passato quei ragazzi, soprattutto d’inverno. Con abiti poco adatti, con freddo, fame e paura. Cosa pensavano? A cosa speravano? Quali sogni avevano?

Arrivo finalmente ai piedi del Sacrario.
Il panorama è pazzesco. Dalla cima – a 1.750 metri sul livello del mare – riesco persino a intravedere il mare, nonostante la foschia.
Cammino lentamente tra i vialetti. Continuo a riflettere.




Davanti a me, migliaia di nomi. Se non sbaglio, circa 22.000 soldati riposano qui. Un’intera generazione scomparsa.
Rimango colpito anche dall’architettura del Sacrario. È stato costruito in soli tre anni, ( dal 1932 al 1935 ) un tempo rapidissimo considerando l’epoca e la posizione.
Scopro che non ci sono solo soldati italiani, ma anche dell’Impero Austro-Ungarico. E tra loro c’è anche un soldato con un nome particolare: Peter Pan.
Ha una storia incredibile: vi invito a cercarla online.
Prima di tornare al van, prendo un altro sentiero e mi imbatto nei resti delle trincee.
Anche lì, rimango colpito. Pensare che hanno spaccato tutte quelle rocce per creare ripari… incredibile.

Se c’è una cosa che riconosco agli eserciti, è la capacità tecnica e ingegneristica: basti pensare a ponti, strade, comunicazioni, e oggi a cose come Internet e il GPS.
Siamo alla fine di questo articolo, diverso dal solito, ma ci tenevo a condividere queste riflessioni.
La prima cosa che voglio dirvi è: visitate posti come questi.
Luoghi che fanno riflettere. In una società moderna come la nostra, dove tutto sembra dovuto, ricordiamoci che oggi possiamo vivere liberi anche grazie a quei ragazzi che hanno dato la vita.
La seconda cosa è una mia opinione personale: le trincee sono ormai quasi scomparse, coperte dalla vegetazione. Secondo me dovrebbero essere ripristinate, per far comprendere meglio, camminandoci dentro, come si viveva durante quei giorni.
E infine, una piccola polemica:
Durante la mia visita, si stava svolgendo una gara podistica, una sorta di maratona, che prevedeva il passaggio proprio all’interno del sacrario.
Capisco tutto, ma sinceramente l’ho trovato poco rispettoso. Correre in un luogo così sacro… non lo comprendo.
Ma forse sono io a non capirne lo spirito.
Con questa considerazione finale vi saluto, e vi do appuntamento al prossimo articolo.
Per una vostra eventuale visita
Via Madonna del Covolo 101 31017 Pieve del Grappa

Max


Ciao mulo , anche se nn te fa più video come te vedi te seguimi comunque. Grazie per el viaggio sul monte Grappa , volevo anche mi partir da Caporetto poi vegnir de qua in Italia e far tutti i sacrari della grande guerra .
Eila ciao Sergio grazie mille come sempre .ti consiglio di farlo questo giro , magari partendo da Redipuglia. Buona strada a te e a presto
Ciao Max, era molto che non venivo più sul blog, hai fatto un bel cambio look! E anche di impaginazione. Peccato per youtube, ma mi sono comunque iscritto anche alla tua newsletters!
A presto Lorenzo
Eilà ciao lorenzo ma grazie mille , ormai come ho spiegato YouTube non mi da più soddisfazione e mi pesava girare . Pensa sono in Germania già da qualche giorno e la camera l ho tirata fuori solo ieri per una visita interessante che ho fatto e ne parlerò qui sul blog nelle prossime settimane. Grazie ancora un saluto Max